Timber recupera. Il tecnico sulla finale col Psg: "Luis Enrique un esempio per tutti da giocatore e da allenatore. Ma noi, dopo la Premier, possiamo scrivere un nuovo capitolo della nostra storia". Saka: "Far impazzire Londra? Sappiamo cosa significherebbe per i tifosi"
Il tempo per capire dove ha portato l’Arsenal se lo prenderà domani, dopo questa partita. Mikel Arteta non ha tempo ora per rendersi conto di quello che ha fatto, di come i suoi sei anni e mezzo di lavoro hanno riportato i Gunners tra le grandi d’Inghilterra e ora anche d’Europa, con la finale di Champions League da giocare domani a Budapest contro il Psg. È solo questo che interessa al 44enne tecnico: la finale, la prossima partita, quella coppa così ambita che l’Arsenal nella sua storia non ha mai vinto da provare a conquistare. Il resto può aspettare: “Voglio andare in campo ora, stare con i miei giocatori, vivere il momento: al resto penseremo domani sera - dice in conferenza stampa nella pancia della Puskas Arena, rispondendo a una domanda della Gazzetta -. Ci siamo guadagnati il diritto di essere arrivati a questo punto, che è già fantastico. Il nostro obiettivo però è chiaro e dobbiamo trovare il modo di farlo succedere”.
la ricetta
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Arteta sembra anche avere una ricetta per il suo Arsenal: “Il Psg è la squadra campione e noi siamo qui per prendere il loro trofeo - ha raccontato -. Dobbiamo giocare con chiarezza, determinazione e voglia di vincere. Se ci riusciamo, possiamo vincere. Abbiamo la chance di essere padroni del momento: arriviamo alla finale di Champions per la seconda volta nella storia del club (la prima nel 2006, persa col Barcellona, ndr), possiamo scrivere un nuovo capitolo e farlo in un club come l’Arsenal non è mai semplice. Ma voglio che i giocatori abbiano fiducia, perché ci siamo guadagnati di arrivare fino a qui: per come abbiamo approcciato la competizione, per come abbiamo giocato. Domani sarà l’ultima partita e abbiamo la chance di prenderci un altro trofeo. Abbiamo appena vinto la Premier, adesso vogliamo altro perché una volta provata quella sensazione, vincere, vuoi provarlo di nuovo. Ho visto negli occhi dei miei giocatori che vogliono farlo di nuovo, che vogliono vincere: abbiamo la possibilità di farlo”.
la parata
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Arteta arriva alla finale con la squadra quasi al completo: manca solo Ben White, mentre Jurrien Timber è finalmente recuperato e ha svolto gli ultimi allenamenti con la squadra. Potrebbe riprendersi quel posto da titolare sulla fascia destra in difesa che ha lasciato per infortunio a fine marzo. L’Arsenal, comunque finisca col Psg, ha già organizzato per domenica una parata a Londra, attorno al suo Emirates Stadium, per festeggiare la Premier League vinta. Nessuno meglio di Bukayo Saka, nell’Arsenal da quando aveva 7 anni, sa cosa significherebbe per il popolo Gunners aggiungere al trofeo della Premier anche quello della Champions. “Lo so benissimo cosa significherebbe per loro. Abbiamo sentito quanto vincere la Premier è stato importante: la parata sarà la prima volta in cui li vedremo tutti insieme. Per ora vogliamo rimanere concentrati su questa partita, ma sappiamo quanto farebbe impazzire tutti se vincessimo”.
il psg
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Prima però c’è da affrontare il Psg. Arteta parla di Luis Enrique come di “un esempio sia da giocatore che da allenatore, la cui impronta è ben visibile su questa squadra e su come gioca”. Martin Ødegaard, il capitano dei Gunners, ha studiato gli avversari ma sa anche che la ricetta per vincere non prevede di concentrarsi troppo sul Psg: “Affrontiamo una grande squadra, ma sappiamo chi siamo e siamo concentrati su di noi - ha raccontato il norvegese -. Siamo pronti, crediamo nella nostra squadra e in quello che possiamo fare: lo abbiamo mostrato”. Non importa se davanti ci sono i campioni d’Europa, se il Psg è considerato favorito: l’Arsenal si è messo in testa di vincere la Champions. E ultimamente quello che i Gunners si mettono in testa riescono a farlo: c’è una Premier League vinta la settimana scorsa dopo 22 anni di attesa lì a dimostrarlo.

