Anthropic, c'è uno spazio interno dell'IA che immagazzina concetti, come l'uomo

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Un piccolo spazio interno alla piattaforma di intelligenza artificiale Claude che trattiene le idee senza tradurle in parole e risposte alle sollecitazioni degli utenti, analogamente al modo in cui gli esseri umani immagazzinano o accedono consapevolmente ai propri pensieri. E' la scoperta fatta dai ricercatori di Anthropic, la società di Dario e Daniela Amodei al centro dell'attualità dopo le controversie con l'amministrazione Trump, il cui debutto a Wall Street è atteso per l'autunno 2026.

In un video pubblicato sul suo profilo X, l'azienda spiega che Claude utilizza un'area distinta per pianificare strategie che possono prescindere dal compito immediato richiesto e che sono separate dalla "catena di pensiero" (il processo di ragionamento) condivisa con gli utenti. In sostanza, Anthropic non ha dimostrato che Claude provi sensazioni o esperienze ma ha rilevato una distinzione simile a quella umana tra le informazioni utilizzate per un ragionamento e la mole ben più vasta di elaborazioni sottostanti; ciò offre nuovi spunti al dibattito su cosa possa essere considerato "coscienza della macchina".

New Anthropic research: A global workspace in language models.

Of everything happening in your brain right now, only a tiny fraction is consciously accessible—thoughts you can describe, hold in mind, and reason with.

We found a strikingly similar divide inside Claude. pic.twitter.com/aLUPBifxth

— Anthropic (@AnthropicAI) July 6, 2026

Anthropic ha battezzato questo ambito "J-Space", nome che deriva dalla tecnica matematica "Jacobiano" (Jacobian). "Proprio come gli esseri umani possono pensare a una cosa mentre ne fanno un'altra, Claude è in grado di attivare concetti ed elaborazioni nel suo J-Space che non sono correlati ai suoi output". In un esempio concreto, Anthropic riferisce di aver chiesto a Claude di pensare al Golden Gate Bridge in California mentre copiava una frase non correlata. "Claude era impegnato a copiare la frase ma 'dietro le quinte' il suo J-Space raccontava una storia diversa", afferma Anthropic, spiegando che sia "ponte" che "California" figuravano tra gli argomenti presenti nello spazio.

Anthropic suggerisce che osservare le dinamiche del J-Space potrebbe rivelarsi fondamentale per individuare disallineamenti o intenti malevoli nei modelli di IA. E ha invitato esperti in neuroscienze e filosofia a condividere le loro impressioni sulla ricerca.

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