(di Giulia Marrazzo)
Il direttore di Libero Mario Sechi è
da un paio di settimane sotto scorta per minacce ricevute
dall'area anarco-antagonista. "Serie, concrete, dirette", le ha
definite il giornalista. Attorno a lui il centrodestra e il
governo si è stretto chiedendo una condanna unanime.
La decisione della questura di Milano di disporre la tutela è
arrivata dopo una serie di minacce legate agli editoriali
scritti da Sechi su Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, i
due anarchici morti il 20 marzo scorso a Roma nell'esplosione di
un ordigno che stavano presumibilmente confezionando.
"Ringrazio le forze di polizia e gli investigatori, sono
eccezionali", ha detto all'ANSA il direttore ed ex capo ufficio
stampa della presidente Giorgia Meloni a palazzo Chigi,
sottolineando che "la tutela della libertà di stampa" passa
anche dalla sicurezza personale dei giornalisti. Ha raccontato
che la scorta "ha rivoluzionato" ritmi e abitudini quotidiane,
diventando "una continua preoccupazione" per lui, per la
famiglia e per gli agenti che lo accompagnano. Ma, ha aggiunto,
"sono tranquillo, continuo a lavorare" e "nessun giornalista
deve essere lasciato solo".
Ad esprimere vicinanza al giornalista è stata la premier:
"nessuna intimidazione - ha affermato Meloni sui social - può
mettere in discussione la libertà di espressione e il diritto di
un giornalista di svolgere il proprio lavoro. Ferma condanna
verso ogni forma di intolleranza e odio politico".
Anche da tutto il centrodestra sono arrivate immediate
attestazioni di solidarietà. Il presidente del Senato Ignazio La
Russa ha parlato di un tentativo di "colpire un presidio
fondamentale delle nostre istituzioni democratiche". Così come
il ministro della Cultura Alessandro Giuli che ha ribadito
quanto "colpire un giornalista attraverso intimidazioni e
violenze verbali significa colpire uno dei presìdi essenziali
della vita democratica". "Nessuna tolleranza per violenti e
odiatori", il commento del ministro e leader della Lega Matteo
Salvini. Mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto, ha
epsresso "solidartietà per gli attacchi che ancora una volta
hanno preso il posto del confronto civile. Ferma condanna verso
ogni forma di odio politico". Giovanni Donzelli, deputato e
responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia,
ha condannato "la viltà di chi, attraverso la violenza, tenta di
condizionare il lavoro della stampa" e ha rilanciato la
richiesta politica di una presa di posizione condivisa con una
"condanna unanime". Nette anche le parole del sottosegretario
Giovanbattista Fazzolari: "Chi pensa di fermare la sua penna con
questi metodi sbaglia: conosco Mario Sechi e so per certo che
non è tipo da farsi intimidire".
Dall'opposizione si è fatto sentire il leader M5S Giuseppe
Conte che ha telefonato al direttore di Libero, per esprimergli
- a quanto appreso in serata - la solidarietà sua e della
comunità pentastellata per le minacce e le intimidazioni
ricevute, condannando con fermezza le derive violente che in
nessun caso possono minare la libertà di espressione e il
diritto di parola di un cittadino. Infine, vicinanza è stata
espressa anche dal sindacato Unirai-Figec e dall'Associazione
Stampa Romana.
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