(di Giampaolo Grassi)
Nel complesso dei comuni sarà finita
pure in pareggio, come ripetono nel Pd, ma siccome c'era
l'attesa di una vittoria a Venezia, questa tornata di
amministrative ha messo fretta al campo progressista. C'è un
ritornello che da qualche settimana viene ripetuto da quasi
tutti e che nelle ultime ore si è fatto più insistente. Per
dirla con Nicola Fratoianni di Avs: "Dobbiamo sbrigarci a dare
al Paese l'idea di una coalizione che ha un profilo stabile e
soprattutto che insieme lavora". Ecco il punto. Meglio non
aspettare, è il momento di mettersi al lavoro sul programma. Avs
e Più Europa lo dicono da tempo, il Pd, con la segretaria Elly
Schlein, è d'accordo. Ma i cinque stelle vogliono aspettare che
termini "Nova", il percorso di ascolto per definire le proposte
del Movimento: "La disponibilità c'è, ma ci sono dei passaggi da
fare, che stanno per finire - viene ricordato - Per noi il
programma è la priorità, viene prima anche del dossier
primarie". Le somme di Nova verranno tirate a fine giugno, e
quindi di tavolo coalizione se ne riparlerebbe a settembre. L'ex
ministro Pd Andrea Orlando ha in mente tempi molto più stretti:
"Se ci deve dire qualcosa questo turno elettorale è di iniziare
a ragionare sul progetto". Il segretario di Più Europa, Riccardo
Magi, è stato più netto: "Si fa sempre più urgente convocare un
tavolo politico e programmatico". Anche Angelo Bonelli di Avs ha
chiesto di accelerare: "Prima della chiusura estiva del
Parlamento va iniziato il percorso, per poi arrivare ad una
sorta di chiusura tra settembre e ottobre". Il pressing è sul
M5s, finito nel mirino anche per l'analisi sul voto a Venezia,
dove si è fermato al 2,5%. Quanto pesa nell'alleanza? Si
domandano nell'area moderata. Non solo: secondo Youtrend, metà
di coloro che alle europee aveva votato Movimento avrebbe scelto
il candidato di centrodestra, Simone Venturini. Una valutazione
che i pentastellati respingono: è vero - è il ragionamento - che
a volte la base si è dimostrata fredda verso i candidati Pd, ma
non bisogna usare il M5s come capro espiatorio, è deviante
pensare che un distacco di quell'entità si ascrivibile ai voti
cinquestelle in fuga, tantopiù se si considera quanto Venturini
ha pescato nell'astensione. C'è chi legge questo dato in ottica
leadership: se è così, è ancor più necessario trovare un
federatore. Ma all'orizzonte non si vede una figura adatta al
ruolo. E poi, è un'ipotesi che finora non è mai stata presa in
considerazione né dalla segretaria Pd Elly Schlein né dal
presidente del M5s Giuseppe Conte. E nemmeno dagli alleati di
Avs. Alle politiche del 2027 "abbiamo una possibilità di vincere
- ha ha detto il presidente del Pd ed europarlamentare Stefano
Bonaccini - sarà determinata nel non sbagliare le cose da fare,
prima di tutto non dividerci". E Orlando: "Dovremmo praticare
una politica delle tre unità: del Pd, della coalizione e della
coalizione costituzionale che si è manifestata al referendum.
Parliamo di 2-3 milioni di persone che non sono ascrivibili al
voto al centrosinistra". Intanto, sembrano uscite dal radar le
primarie. Come la manifestazione unitaria per la pace annunciata
all'indomani del referendum e poi travolta da campagne
elettorali e via dicendo.
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