Mancano un difensore centrale, un esterno e il centravanti. E per il gioco del tecnico portoghese, soprattutto occorrono piedi buoni
In teoria si dovrebbe già essere in centrifuga: nomi che si inseguono, piste che si aprono, trattative che nascono. La pratica è evidentemente molto diversa: il colossale ritardo con cui il club sta dando il via alla nuova stagione permette poco, molto poco, di tutto questo. C'è chi sostiene che, quanto meno in questa fase, Ruben Amorim potrebbe aumentare il suo raggio d'azione a avvicinarsi al ruolo di allenatore-manager (come, per inciso, a lui piace parecchio fare). Il Milan non contempla scenari del genere, ma sa anche che in questo momento l'area sportiva non esiste. E se davvero, per le prossime settimane, la società utilizzerà una gestione provvisoria affidandosi informalmente al ds della seconda squadra (Kirovski), a un ds ufficiale (Lomonte, dal momento che Kirovski non ha il patentino per l'Italia) e al responsabile del reparto analisi e programmazione (Gardiner), è normale pensare che il ruolo e le esigenze di Amorim vengano tenuti in particolare considerazione. Anche perché la rosa attuale andrà frullata e ricomposta, in termini numerici e di qualità. Quali sono dunque le esigenze primarie del neo allenatore?
difesa
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Per come interpreta la linea a tre Amorim, è vitale l'arrivo di un centrale coi piedi buoni. Anche perché: Pavlovic va bene per tante cose, ma quelli non li ha; Gabbia e De Winter fanno il loro, senza eccellere; Tomori, del drappello, è quello messo peggio e non è nemmeno da escludere una sua partenza. Occorre quindi un difensore con le idee chiare quando ha palla fra i piedi, che sia in sintonia col portiere. In realtà Amorim non è un integralista totale della costruzione dal basso, ma è comunque un aspetto a cui dedica parecchia attenzione.
fasce
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Sono il fulcro della filosofia di Amorim. Parole chiave: ampiezza e profondità. E' così che il portoghese sviluppa il suo calcio e, al momento, gli interpreti non paiono sufficienti a garantire un prodotto di alto livello. Il giocatore imprescindibile è sicuramente Saelemaekers, in grado peraltro di agire su entrambe le corsie. Athekame è un prospetto interessante ma ancora acerbo (più come esperienza che come età in sé), Bartesaghi non parrebbe un profilo cucito su misura per le esigenze dell'allenatore ed Estupinan, oltre a essere sul mercato, non offre garanzie sufficienti. Occorrerebbe un esterno sinistro di livello. Attenzione a Chukwueze: Amorim è intenzionato a valutarlo con attenzione.
mediana
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Se Rabiot non farà scherzi, lui e Jashari sono i due interni titolari nelle idee del tecnico. Per il quale la mediana lavora con una logica evidente e scontata: un uomo di posizione, a protezione della difesa e con piedi sufficientemente educati per non inficiare lo sviluppo dell'azione, e un vicino di banco più incursore e adatto ad appoggiare la fase di possesso. Con Fofana e Loftus-Cheek in partenza (per lo meno, questa sarebbe l'intenzione del club), resterebbe il solo Ricci. Il cuore del campo va potenziato.
trequarti
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Pulisic e Nkunku sembrano fatti apposta per il 3-4-2-1 di Amorim. Ma, dando teoricamente per scontato che Leao saluti, dietro di loro c'è il vuoto. Manca una pedina anche qui.
centravanti
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Gimenez, come ha avuto modo di ribadire più volte, vuole giocarsi le sue carte in rossonero e dimostrare che i milioni spesi per il suo cartellino sono sensati. Ma non è questo il focus su quella zona del campo: il messicano sarebbe partirebbe comunque in seconda fila. Cruciale, vitale e non più rimandabile l'arrivo di un centravanti con cui aprire realmente un ciclo. Il nome più caldo, al momento, è quello di Gonçalo Ramos.

