I due spagnoli non fanno troppa polemica dopo il duello che ha deciso la Sprint in Thailandia
Grande fair play. Per ora. Tra Pedro Acosta e Marc Marquez, il primo acceso scontro in pista del 2026 si chiude davanti alle telecamere senza dichiarazioni polemiche. “Pazienza, accetto la penalità e la decisione della direzione gara” il commento a caldo del campione del mondo della Ducati, punito con richiesta di restituire la posizione al rivale della KTM per un sorpasso giudicato troppo aggressivo. “Non mi sento un vincitore oggi visto che Marc mi ha fatto sfilare” il parere del giovane vincitore. Tutto chiarito? Per oggi sì. Ma se questo è solo l’antipasto del 2026, la stagione e questo duello in particolare, promettono (inevitabilmente) scintille crescenti.
rivincita
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Già domani si potrebbe assistere a una rivincita nella gara principale. Perché Marquez non è sembrato così dominante come nel 2025. Il verdetto lo avremo solo sotto la pressione della gara lunga, possibile che il nove volte iridato stia prendendo le misure. Ma Acosta è stato molto aggressivo, segnale che potrebbe aver fiutato che questo è un momento da sfruttare. “È davvero bellissimo fare una Sprint del genere contro Marc Marquez – ha detto dopo la vittoria -non mi sento davvero un vincitore oggi, visto che Marc mi ha fatto sfilare sul finale. Domani cercheremo di ottenere una vittoria in modo migliore”. Pedro riconosce che Marquez, pur restando in pista, nell’allargare la traiettoria lo ha costretto fuori dal tracciato: “Marc mi ha buttato fuori pista, ma sono cosciente che così si fa più show. Io oggi mi sono divertito tantissimo. Le gare sono così e questi sorpassi regalano spettacolo ai fan. In questa MotoGP è difficile fermarti dietro ad un altro pilota. Alla fine, il nostro sport è anche di contatto”.
parla marc
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Marquez accetta il verdetto senza troppe discussioni. “Il problema è che il mio sorpasso è stato molto al limite – ha detto sull’episodio a Sky Sport - quando Acosta mi ha sorpassato, anch'io ho rischiato di andare largo, ma sono riuscito a rallentare. La penalità? Decide la direzione gara: io seguo semplicemente le regole. Noi piloti dobbiamo saperci adattare al limite che ci impone la Race Direction senza piangere, ora sappiamo che non si può fare più. La nuova MotoGP è così. Decisione troppo severa? Io oggi non lo posso dire, altrimenti passo per quello che piange. Non ho mai pianto nella mia carriera e non lo farò oggi, quindi mi adatto”. Nel mezzo, c'era stata anche la caduta di Bezzecchi, che aveva cambiato i piani dello spagnolo. “Quando ho visto la caduta di Marco ho cercato solo di controllare la gara e il suo ritmo. Ogni volta che Acosta si riavvicinava, riuscivo a superarlo nella curva successiva. Volevo spingere negli ultimi due giri, ma ho sbagliato la curva cinque. Però ho preso 9 punti che sono importanti”.

