Fiori, rose in particolare, cioccolatini, biglietti, dediche e poi gioielli, viaggi, ristoranti, accessori di ogni tipo: San Valentino il 14 febbraio è da molti anni al tempo stesso festa e business sul tema degli innamorati. Restare romantici in questa occasione con i mille imput che arrivano dal marketing di San Valentino è praticamente impossibile.
C'è un simbolo però che identifica il 14 febbraio, è evocativo e resiste da sempre al di là dei consumismi legati alla festa: il cuore, associato all'amore da alcuni secoli. Ma qual è l'origine di questo simbolo e da quando è sinonimo di amore?
Da dove nasce il simbolo e i primi usi nel mondo antico
Un simbolo simile a quello del cuore era usato già nel mondo antico, ma presentava due differenze essenziali: raffigurava una foglia di fico e non un cuore umano e aveva un significato diverso, perché non rappresentava l’amore. Con queste caratteristiche, il simbolo è attestato dai secoli VI-V a.C. nella valle dell’Indo tra Pakistan e India, nell’arte etrusca e sulle monete della città di Cirene, in Africa settentrionale.
L’idea di usare un cuore per simboleggiare l’amore risale invece ad alcuni secoli fa. In un manoscritto francese del 1250, il Roman de la poire c'è la prima attestazione riconosciuta: nella decorazione di una lettera S, è raffigurato un uomo nell’atto di offrire il proprio cuore alla donna amata.
E poi, siamo nel '300, c'è in Giotto in un affresco nella Cappella degli Scrovegni a Padova, in cui il cuore viene usato come emblema dell’amore non quello romantico per la persona amata, ma quello spirituale. Giotto raffigura una personificazione della Carità nell’atto di offrire il proprio cuore a Gesù. La forma dei cuori dipinti nell’epoca medievale e nella prima età moderna era però diversa da quella attuale, più realistica e meno stilizzata di come la usiamo oggi.
Intorno al XV secolo, l’uso del cuore come emblema dell’amore divenne più comune. Anche grazie all'invenzione delle carte da gioco, arrivate in Europa dall’Egitto verso la fine del XV secolo, perché, sin dall’epoca medievale, uno dei quattro semi è costituito dai cuori. Nel ‘600, si affermò il culto cattolico del Sacro Cuore di Gesù, che fece crescere ulteriormente la popolarità del cuore come simbolo di amore.
Nell’Ottocento decolla come simbolo stilizzato e nella seconda metà del secolo diviene di uso comune nelle cartoline stampate per San Valentino. Oggi poi come emoticon è nel linguaggio universale simbolo di amore.
A forma di cuore
Nelle vetrine di San Valentino traboccanti di messaggi per gli innamorati ecco una selezione proprio di oggetti, dai dolci ai gioielli, ai gadget a forma di cuore.
The Nesh gioielli a forma di cuore con il Love Pendant fulcro della collezione: un pendente portafoto pensato per custodire ciò che amiamo: una persona, un momento, un simbolo personale. Un gioiello talismano moderno, capace di trasformare un ricordo in presenza. The Nesh lo realizza in ottone, in versione placcata oro o rodio.
Da Pandora la collezione San Valentino prevede anelli e collane con pendenti: chiavi a forma di cuore, un cuore grande rosa e l'originale tre cuori che unisce tre pietre luminose in un unico gioiello.
Tra i gadget Music Hero di Sbs: una luce neon a forma di cuore, pop e scenografica, alimentata via Usb
A piccoli prezzi dal brand italiano di gift & stationery Legami, l'Evidenziatore 2 in 1 - Heartlightery con un design a forma di cuore che si divide in due parti. L'orsetto che contiene 10 mini bombe da bagno a forma di cuore.
Cioccolatini a forma di cuore sono realizzati dal re del cioccolato Ernst Knam - Milano, mentre nella grande distribuzione si trovano da Lindt e Caffarel confezioni romantiche a tema cuore.
Nel Disney store tra le varie proposte soffici peluche con cuore realizzati da Disney Store Japan: Winnie The Pooh, Pimpi, Stitch, Minou e Tippete in assortimento.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

1 giorno fa
1


