La ricercatrice Marta Giacomello,
del Dipartimento di Biologia dell'Università di Padova, si è
aggiudicata l'Open competition grant della Leo Foundation di
Copenhagen (Danimarca) di 650.000 euro, per studiare un
meccanismo cellulare mai analizzato prima nei melanociti, le
cellule della pelle che producono melanina.
Obiettivo del progetto dal titolo "Uncovering the Role of
Crinophagy in Melanosome Homeostasis and Pigmentation Disorders"
è comprendere se e come la crinofagia, una sorta di "riciclo e
smaltimento intelligente" mediante il quale i granuli secretori
vengono degradati direttamente dai lisosomi, consentendo alla
cellula di eliminare il materiale destinato alla secrezione
quando non è più necessario, contribuisca al corretto
funzionamento dei melanociti.
Queste conoscenze saranno importanti non solo per la biologia
di base, ma anche per capire i meccanismi alla base di alcune
malattie rare della pelle, come la sindrome di Chediak-Higashi
(Chs) e di Hermansky-Pudlak, e, più in generale, di patologie
caratterizzate da alterazioni dei meccanismi intracellulari che
controllano la formazione e la degradazione dei granuli
secretori.
«La domanda a cui vuole rispondere la mia linea di ricerca -
dice Giacomello - è capire come fanno le cellule della nostra
pelle a sintetizzare e accumulare melanina preservando la
propria omeostasi. Grazie alla crinofagia, la cellula potrebbe
eliminare direttamente i granuli secretori quando non servono
più evitando sprechi e accumuli tossici. L'obiettivo dello
studio è svelare come questo processo regoli l'equilibrio dei
melanociti, le cellule responsabili della produzione di
melanina. Capire come la crinofagia aiuti a gestire, stoccare e
riciclare la pigmentazione cellulare potrebbe rivelare dettagli
fondamentali su come la pelle si difende dallo stress ossidativo
e da fattori di stress ambientale».
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