Zero pressioni, superstizioni e palleggi coi tifosi: Cobolli è pronto per Zverev

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Preso atto del ritiro di Arnaldi, venerdì sera Flavio è sceso in campo sullo Chatrier ancora piuttosto pieno di spettatori delusi. Stesso ristorante, stessa doccia (quella di Nadal) e la pressione tutta sul tedesco, che ha l'occasione della vita

6 giugno - 18:41 - PARIGI

Un’ora e mezza intensa ma senza forzare sul Lenglen, il secondo stadio del Roland Garros. Flavio Cobolli è pronto a giocare contro Sascha Zverev la prima finale Slam della carriera con lo stato d’animo di chi vuole godersi al massimo questa grande occasione. Fresco di Top 10, dove comparirà ufficialmente domani, Flavio ha lavorato con il papà Stefano e il resto del team in un clima allegro. A seguirlo da vicino anche Edoardo Bove, amico fraterno del romano e suo compagno ai tempi delle giovanili della Roma. Edoardo è arrivato ieri a Parigi, pronto a sostenere l’amico nel momento più importante. Dall’altra parte della rete uno sparring francese senza classifica con cui ha provato diverse soluzioni sulla diagonale di dritto, quella meno solida per il tedesco che, al contrario di Flavio, porterà in campo tutta la pressione di chi sa non poter perdere forse l’ultimo treno Slam della carriera. 

show con il pubblico 

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Cobolli avrà probabilmente il difficilissimo pubblico francese dalla sua. Ieri, dopo aver ricevuto da Arnaldi la notizia che non avrebbe giocato la semifinale a causa di un virus, è sceso in campo per un allenamento sulla Chatrier ancora piuttosto pieno di spettatori delusi. È riuscito a conquistarli, addolcendo parzialmente il malumore per non aver potuto assistere allo spettacolo. È entrato in campo con i due bambini che avrebbero dovuto accompagnare lui e Matteo in campo, concedendo loro una piccola consolazione, tra abbracci e cinque, e infine ha accontentato un tifoso che chiedeva di poter palleggiare con lui. Un po’ di show, come Cobolli è bravissimo a fare, sempre con sincerità. 

la doccia di nadal 

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Non è un personaggio costruito Flavio, anzi, è dotato di grande sensibilità come conferma anche papà Stefano, con cui ogni tanto ancora bisticcia, ma a cui si affida completamente: “Mio figlio è un ragazzo davvero sensibile – ha detto papà Cobolli -, e un po’ lo invidio. È speciale, tanto sensibile coi bambini, paziente, cosa che non è in campo. Ha questa doppia 'personalità'. Sta diventando superstizioso, e lo sta trasmettendo a tutto il team, quindi ogni giorno salta fuori qualche aneddoto divertente”. Lo stesso ristorante, la stessa doccia (quella che era di Nadal), piccoli riti che danno sicurezza, che aiutano anche a concentrarsi quando serve. Intanto il coach del nuovo top 10 azzurro, numero due italiano, è felicemente sorpreso dalla crescita del suo atleta: “Ha sempre avuto tanti interessi, tante distrazioni, non aveva quella fissazione per il tennis e l’allenamento che appartiene ai grandi. Ho sempre creduto nel suo talento e nelle sue capacità ma non immaginavo una crescita così rapida”.

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