La crescita dei talenti è la consolazione della stagione del club: il chiaro segno della direzione dettata dalla proprietà
Che per la Juventus non sarebbe stata una stagione già vincente al primo anno della rivoluzione, si sapeva. È vero anche, però, che le ambizioni erano ben altre rispetto alla situazione in cui si trovano ora i bianconeri: fuori da tutto con doloroso anticipo e con un quarto posto in Serie A ancora da conquistare. Se a fine stagione ci sarà un motivo per sorridere oltre all’eventuale qualificazione alla prossima Champions League, però, sarà da ricondurre ai giovani a cui è stato dato spazio in questa stagione e dai quali si potranno trarre benefici vari, dalle questioni prettamente di campo a quelle di calciomercato. Se nel campionato italiano soltanto il Parma ha schierato formazioni con un’età media più bassa di quelle bianconere (23,7 anni contro 24,3), in quanto al minutaggio concesso agli under 21 nessuno ha fatto meglio della Juventus entro i confini nazionali.
Davanti a tutte
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Squadra giovane non fa rima con vincente, tanto che, per fare degli esempi particolarmente calzanti, Antonio Conte al Napoli non ha schierato nessun Under 21 in campionato e l’Inter lo ha fatto solo per dieci minuti totali. In estate il direttore tecnico bianconero Cristiano Giuntoli ha invece dato il via a una profonda rifondazione con annesso ringiovanimento della rosa per sottoporre il monte ingaggi a una necessaria dieta dimagrante e per mettere le fondamenta a una squadra che possa ambire ad aprire un ciclo vincente nel prossimo futuro. Non a caso il numero 10 è finito sulle spalle di un 19enne di enorme talento come Kenan Yildiz, uno di quei diamanti che in estate potrebbe scatenare aste dagli 80-90 milioni di euro in su se lui stesso non avesse giurato amore ai colori bianconeri. Certo, in caso di mancata qualificazione in Champions League si aprirebbero altri scenari, ma questo è un altro discorso... In ogni caso non sorprende, quindi, che la Juventus sia prima in Serie A e 13ª nelle cinque leghe top europee per minuti disputati dai propri Under 21. Yildiz, da solo, con 1969’ metterebbe dietro otto squadre italiane. Tra Thiago Motta e Igor Tudor sono 5464’ i minuti totali dai dieci Under 21 schierati in campionato, davanti a Hellas Verona (4835’) e Como (4532’). Nella graduatoria il Bologna è l’unica squadra con ambizioni europee a ben figurare, a testimonianza della complessità di unire inesperienza e risultati sul campo. In Europa, invece, comandano i francesi dello Strasburgo davanti al Barcellona e al Reims con cifre inimmaginabili per il nostro calcio, anche oltre i diecimila minuti complessivi.
Presente e futuro
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Questi, però, non sono numeri vuoti utili soltanto per le classifiche statistiche. Di Yildiz si è detto, che rispetto alla scorsa stagione ha già doppiato il minutaggio e quasi duplicato i gol, ma non è il solo. Francisco Conceiçao a tratti è stato lo scassina-difese della squadra, Renato Veiga è l’innesto di gennaio che meglio si è mosso in difesa, Samuel Mbangula ha segnato gol pesanti. E potrebbe non essere finita, perché Vasilije Adzic sta ben figurando in Serie C e il 2006 Javier Gil Puche sarà convocato per tutto il mese di aprile mentre Tudor attende che Federico Gatti si riprenda dall’infortunio di natura traumatica subìto nello scorso turno di campionato contro il Genoa. La strada, dettata dalla proprietà e perseguita dalla dirigenza, è insomma tracciata. Infine, occhio al calciomercato, perché i giovani sono i più inclini all’incremento di valore. Per esempio gli ex Next Gen: alcuni potranno essere prestati per farsi le ossa, altri ceduti per recuperare risorse da investire per nuovi innesti, come si è visto bene già la scorsa estate.