Yamal avvisa il Belgio: "Arriva il mio momento. Critiche? Le accetto, ma poi tutti zitti se..."

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Lunedì il giovane fenomeno del Barça compirà 19 anni: se festeggerà in ritiro coi compagni o già in vacanza dipenderà anche dalla sua prestazione contro i Diavoli Rossi

“Sto bene, e la mia grande partita sta per arrivare” dice Lamine Yamal al Mundo Deportivo. Oggi il giorno è altamente propizio: col Belgio un quarto di finale del Mondiale, e anche l’ultima partita del crack del Barcellona da 18enne. 

DOVE SI FESTEGGIA?

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Lunedì prossimo l’adolescente prodigio spegnerà 19 candeline: in serata sapremo se lo farà con i compagni in ritiro a Dallas alla viglia della semifinale o già in vacanza dove gli pare. Due anni fa a Donaueschingen nella Selva Nera bavarese, sede del ritiro della Roja, gli portarono la torta col numero 17, bontà sua, alla vigilia della finale dell’Europeo, giocato da protagonista e vinto poi contro l’Inghilterra. 

L’UNICO ASSENTE

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Al Mondiale delle stelle manca solo lui: arrivato dopo quasi due mesi di stop per un grave infortunio muscolare, sta faticosamente cercando la forma. Per capire le difficoltà del suo percorso c’è la progressione dei minuti che gli ha dato De la Fuente nelle prime 5 uscite del Mondiale: 20, 45, 75, 84 e 90. Un solo gol, nel 4-0 all’Arabia Saudita, qualche buona giocata ma ancora troppo poco per quelle che sono le aspettative popolari e il suo immenso talento: “Posso fare meglio, non mi basta ciò che sto facendo. Io sono super esigente con me stesso, non ho mai detto ‘ok, mi basta’, né in nazionale né nel Barça” afferma con la consueta sincerità. 

MOTIVATO

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Ci siamo, il primo Mondiale, il primo quarto di finale, traguardo che la Roja non raggiungeva dal 2010: “La gente si ricorda di momenti come questi, quando ci sono gli ottavi, i quarti. E io con loro: queste sono le situazioni nelle quali sono più motivato”. E il carattere: “Considero le critiche come qualcosa di positivo. Ma il giorno che sto bene tutto il mondo deve stare zitto”. 

INNAMORATO

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Lamine Yamal vuol far parlare di sé, e festeggiare il compleanno al Mondiale col suo fratellino Keyne, finora quasi più protagonista di lui: “È come se fosse mio figlio, sono innamorato di lui”. E allora bisogna segnare di nuovo, perché nessuno festeggia meglio di Keyne i gol della Roja. Se avete dei dubbi andate a rivedere la sua faccia dopo la rete del 3-0 di Oyarzabal all’Austria. 

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