Il dirigente alla presentazione della W17: "Se una componente è ok non lo decidono le altre squadre, ma il regolamento". Le verifiche vengono eseguite solo a temperatura ambiente e non in fase di marcia
Jacopo Moretti
2 febbraio - 16:04 - MILANO
“Le altre squadre devono darsi una regolata. I loro incontri segreti e le lettere nascoste che inviano alla Fia non serviranno a nulla”. Nel giorno della presentazione della nuova Mercedes W17, il team principal Toto Wolff non ha alcuna intenzione di nascondersi: “Il nostro motore è perfettamente legale, e la Federazione lo sa bene”. Un messaggio chiaro, indirizzato agli altri motoristi (Audi, Honda e Ferrari) che durante l’inverno hanno provato ad opporsi al sistema escogitato dalla scuderia tedesca e poi replicato dalla Red Bull.
“REGOLE CHIARE”
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La questione, ormai nota, verte sull’interpretazione di una delle tante aree grigie dei regolamenti F1: la misurazione del valore limite del rapporto di compressione, ovvero uno degli indicatori di rendimento di un motore termico. Tema complesso, ma non per Wolff: “le procedure sono chiarissime, e uguali per tutti”. Il riferimento è alle verifiche, che, secondo le nuove regole, vengono eseguite esclusivamente a temperatura ambiente e non in fase di marcia, quando i motori Mercedes – secondo le accuse – sarebbero in grado di aumentare il rapporto di compressione.
“LE ACCUSE? SOLO ALIBI”
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“La Fia è sempre stata al corrente di tutto”, ribadisce Wolff, infastidito dalla scelta degli altri competitor di interrogare la Federazione sull’argomento. E poi la stoccata: “È evidente che non tutti i team si comportano come noi, Mercedes sicuramente non avrebbe agito così. Del resto, credo che qualche rivale abbia bisogno di trovare scuse prima ancora di iniziare, così da avere un alibi per giustificarsi quando in pista le cose andranno male”. Insomma, il messaggio è chiaro: “Gli altri team sono liberi di divertirsi così, ma se una componente è legale non lo decidono loro, ma il regolamento”.
LA PROTESTA UFFICIALE
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Nel frattempo, la W17 affidata a Russell e Antonelli ha già inanellato ben 500 giri nei tre giorni di prove a disposizione sul tracciato di Barcellona, mostrando un impressionante solidità. “Stiamo cercando di ridurre al minimo le distrazioni”, spiega Wolff. Come? “Semplicemente guardando a noi stessi, soprattutto sapendo ciò che la Fia ha più volte confermato sul nostro motore”. E se la situazione dovesse rimanere tale, alle altre squadre non resterebbe che presentare una protesta ufficiale in uno dei primi GP della stagione: “Sappiamo di questa possibilità. Ma il propulsore che abbiamo realizzato è legale, lo sa la Federazione, lo sa il Presidente della Fia e noi ci sentiamo assolutamente sicuri”.

