Vucinic: "Spalletti grande tecnico, ma la Juve quest'anno ha fallito. Adzic giochi titolare"

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L’ex bianconero oggi è il commissario tecnico del Montenegro:" Mi piacerebbe allenare in Italia. Prima, però, cercherò di ottenere tutto ciò che voglio con la nazionale"

Mirko Vucinic è passato dall’altro lato della linea di bordocampo: prima era il sogno degli allenatori per i suoi grandi colpi, oggi lavora quotidianamente per far crescere e sbocciare il suo Montenegro. Non avrà un attaccante come lui, ma intanto si gode i progressi di Nikola Krstovic alla prima stagione all’Atalanta e bacchetta la Juventus sul mancato utilizzo di Vasilije Adzic: "Per lui è cruciale trovare una squadra in cui giocherà 90 minuti a partita".

Quest’anno non è accaduto... 

"Il suo talento è indiscutibile, può giocare ad alto livello e risolvere le partite con le sue qualità. Il problema è che non gioca e questo è lo scenario peggiore per un giovane calciatore. Solo da titolare potrà sviluppare completamente il suo potenziale. E naturalmente, con la continuità di gioco, porterà un valore aggiunto alla nazionale".

A proposito della Signora, il sesto posto in Serie A è un fallimento? 

"Certamente. Per un club come la Juventus, il più titolato in Italia, chiudere così è sicuramente un grande insuccesso".

Cosa è mancato ai bianconeri? 

"Credo che il club abbia fatto un’analisi e saprà sicuramente reagire nel modo giusto, ma non vorrei approfondire troppo questo tema...". 

Né Juventus né Milan hanno portato un centravanti in doppia cifra di gol: cosa succede in Italia? 

"Non è un problema della Serie A: l’Atalanta un giocatore che segna tanto ce l’ha...".

Luciano Spalletti è l’allenatore che conosce più di tutti: avete condiviso tre stagioni alla Roma e con lui in panchina ha eliminato il Real Madrid dalla Champions League con un gol al 92’...

 "È sicuramente uno di quei momenti impossibili da dimenticare! Con Spalletti ho vissuto stagioni splendide: porto con me dei bellissimi ricordi degli anni in cui abbiamo lavorato insieme". 

Chi si è meritato la Champions League è la Roma... 

"La stagione è stata altalenante, ma alla fine hanno raggiunto l’obiettivo principale, tornare in Champions League, ed è questo ciò che conta di più per il club e per tutti i tifosi". 

Un pensiero sulla salvezza del Lecce che l’ha lanciato nel 2001?

 "Sono felice che si siano salvati: si meritano un posto in Serie A. Spero che la prossima stagione sia ancora migliore, senza le preoccupazioni di quest’anno". 

La rivedremo in Serie A?

"Sicuramente in futuro mi piacerebbe allenare in Italia. Prima, però, cercherò di ottenere tutto ciò che voglio con la nazionale del Montenegro e solo dopo penserò alle tappe successive e alla Serie A". 

In futuro mi piacerebbe allenare in Italia. Prima, però, cercherò di ottenere tutto ciò che voglio con la nazionale del Montenegro

In attacco avete Krstovic, cresciuto parecchio all’Atalanta.

"È un ottimo giocatore e lo ha già dimostrato in Italia. Ha trascinato il Lecce per due anni, diventando determinante per salvarsi. A Bergamo non ha cominciato al meglio, ma da dicembre si è ritrovato e ha iniziato a mostrare quanto vale. I dieci gol la dicono lunga sulla sua crescita". 

Che obiettivi vi siete posti? 

"Al momento stiamo pensando solo alla Nations League. Vogliamo prepararci al meglio per le prossime partite e ottenere risultati all’altezza delle ambizioni. Stiamo lavorando per definire un gruppo di giocatori in grado di rispondere a tutte le sfide: ogni allenamento e ogni amichevole servirà per essere il più pronti possibile. Si vedono progressi in quasi tutti gli aspetti, ma non ci accontentiamo: lavoriamo duramente per essere ogni giorno migliori". 

Quanto è cambiato da quando è diventato allenatore? 

"Ci sono grandi differenze rispetto alla vita da calciatore, direi incomparabili. Il tecnico deve considerare moltissimi aspetti: preparazione individuale dei giocatori, allenamento tecnico-tattico collettivo, aspetti psicologici e motivazionali... Bisogna prendersi cura dell’intero gruppo in tutte le specificità, non solo nel senso calcistico ma anche umano. È importante trovare un punto comune e portare la squadra come un’entità sola nella direzione di interesse per il gruppo, ovvero i migliori risultati possibili in ogni partita".

Si può fare un bilancio di questa prima esperienza? 

"Sono davvero felice che mi sia stata concessa quest’opportunità dopo quasi quattro anni come assistente a Miodrag Radulovic e Robert Prosinecki . Mi sono preparato e sono molto motivato ad attingere a tutte le conoscenze e le esperienze acquisite in carriera - anche da calciatore - per fare qualcosa di buono per la nazionale del mio paese, del Montenegro. Mi dedico completamente al lavoro, insieme allo staff tecnico lavoriamo per trasmettere idee e concetti che riteniamo ci porteranno ai risultati desiderati".

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