Si va verso l'inserimento nella manovra di una misura a sostegno di chi voglia iscrivere i propri figli alle scuole paritarie. Sul punto è in pressing Noi Moderati ma anche Forza Italia che ha segnalato tra i propri emendamenti una proposta per un voucher fino a 1.500 euro per sostenere i nuclei con Isee sotto i 30mila euro che facciano questa scelta.
E il Mef non chiude, anzi. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, proprio parlando all'assemblea del partito di Maurizio Lupi, fa sapere che se si troverà la quadratura delle coperture, qualcosa potrà essere fatto.
"La manovra può migliorare ancora su paritarie e libri scolastici", conferma Lupi. Mentre nel pacchetto delle misure per le famiglie potrebbe entrare anche l'innalzamento (l'ipotesi è a 120mila euro nelle città più grandi) del tetto del valore catastale della prima casa da esentare dall'Isee. Sulle paritarie, intanto, fonti autorevoli di maggioranza confermano che la norma ha forti chance di entrare nella legge di bilancio.
Del resto anche la stessa premier Giorgia Meloni ha a più riprese sottolineato la volontà del governo di dare un segnale, perché, ha detto anche recentemente, "rimaniamo l'ultima Nazione in Europa senza una reale parità scolastica" e "stiamo cercando di segnare un cambio di passo".
Intanto da Fratelli d'Italia arriva una modifica del contestato emendamento riguardante le riserve d'oro di Bankitalia. Nella nuova formulazione salta, così, il riferimento al fatto che "appartengono allo Stato, in nome del Popolo Italiano" ma si prevede una norma di 'interpretazione autentica' per cui le riserve "gestite e detenute" da via Nazionale "appartengono al Popolo Italiano".
Una correzione che in qualche modo sembra un segnale di distensione dopo che la proposta era finita sotto il faro della Bce e anche del Colle che guarda con attenzione a tutte le misure della manovra.
"Manteniamo l'emendamento - spiega la ratio il capogruppo di FdI al Senato e primo firmatario della modifica Lucio Malan - e con la riformulazione chiariamo che non c'è nessun esproprio come qualcuno invece dice". Il nuovo testo resta nel pacchetto dei segnalati dai gruppi, oltre 400, sui quali dalla prossima settimana si cercherà di fare il punto tra governo, Tesoro e Parlamento.
Ed è sempre caccia alle risorse per coprire le eventuali modifiche in attesa di capire anche l'esito delle interlocuzioni con banche e assicurazioni sull'ipotesi di innalzamento di mezzo punto del prelievo Irap. Il tempo, però, stringe. "Siamo alla volata finale per valutare gli interventi meritevoli di finanziamento", sottolinea il ministro Giorgetti che difende ancora una volta la scelta di aver agito cercando di salvaguardare in primis l'equilibrio dei conti.
"L'equilibrio è un atto di coraggio - rivendica - e con un atteggiamento equilibrato, prudente e responsabile in questi tre anni abbiamo faticosamente accompagnato un percorso che ha l'ambizione di arrivare al 3% quest'anno". Nessuna manovra per ricchi, dice ancora, invitando a "valutare le cose non solo in una foto ma nell'intero film di questi tre anni" altrimenti "non è oggettivo, non è corretto", aggiunge.
Una risposta alle tante critiche delle opposizioni sulla politica del governo sui conti pubblici. Del resto il centrosinistra resta sulle barricate e attacca una manovra "senza nulla per la crescita". E il cima è reso ancora più infuocato dalle polemiche sul caso Mps-Mediobanca con le opposizioni che hanno chiesto che Giorgetti e Meloni riferiscano in Aula. Oggi è stata anche la giornata di mobilitazione della Uil contro una legge di bilancio che, è la critica, deve fare di più a partire da sanità e pensioni.
Bombardieri: 'Cambiare la manovra su fisco, pensioni e sanità'
"La giornata di oggi serve a far sentire al governo, alla politica, al Paese la necessità di cambiare sulla manovra. Siamo qui e ci sono delegati e delegate da tutta l'Italia per chiedere di migliorarla: noi insistiamo sulla necessità di allargare la detassazione degli aumenti contrattuali, alzando il tetto a 40mila euro e ampliando la platea. Invece su fisco, sanità e pensioni servono modifiche incisive". Lo dice il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, dalla manifestazione nazionale del sindacato al teatro Brancaccio a Roma. A proposito del fisco, aggiunge, "in questo Paese si continua ad avere l'idea che chi paga le tasse è un fesso".
"Oggi abbiamo deciso di rilanciare le nostre proposte - spiega il leader della Uil -, intanto per quello che riguarda un tema che deve essere affrontato nel nostro Paese, quello della democrazia economica, del ruolo dei contratti che nel corso degli ultimi anni sono stati messi in discussione e in crisi. La detassazione degli aumenti contrattuali dà una risposta a 4 milioni di lavoratori poveri, ma apre una discussione più ampia su qual è il ruolo della contrattazione in questo Paese e, ci permettiamo di dire, su come applicare l'articolo 39 della Costituzione. Oggi la contrattazione risente di tanti problemi, per i tanti contratti in dumping, per le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali inesistenti. Pensiamo che sia arrivato il momento di discutere di questi temi.
E' chiaro - prosegue Bombardieri - che insieme a questi ci sono gli altri problemi che non sono stati risolti dalla manovra, che riguardano il fisco, la sanità e le pensioni. In questo Paese si continua ad avere l'idea che chi paga le tasse è un fesso e noi questo non lo possiamo accettare. La sanità ha ancora grandi difficoltà, ci sono 6 milioni di persone che non si curano per le liste d'attesa o perché hanno problemi economici. E c'è la questione delle pensioni e dello stato sociale: noi continuiamo ad insistere per riavere Opzione donna nella formulazione originale, per avere una pensione di garanzia per i giovani".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

19 ore fa
16



