"Accertamenti all'estero, dall'Uruguay a Ibiza, a tutto campo e con estrema urgenza per verificare se la richiesta di grazia, poi ottenuta da Nicole Minetti, sia fondata su elementi veri e veritieri. O se, come indica una inchiesta giornalistica de Il Fatto Quotidiano, sia stata costruita ad arte mettendo in fila fatti che sarebbero risultati poco limpidi.
All'indomani della lettera con cui il Colle ha chiesto al ministero della Giustizia di verificare con una certa celerità, se i presupposti che hanno portato il capo dello Stato a firmare l'atto di clemenza siano fondati, la procura generale di Milano, investita da via Arenula, ha delegato l'Interpol per effettuare una serie di approfondimenti sparsi per il mondo.
E questo non solo perché, qualora dovesse emergere un quadro diverso da quello raccontato, potrebbe aprirsi la strada - inedita - della revoca della grazia, ma anche portare a una inchiesta, l'ennesima, per la 41enne che è passata alla ribalta delle cronache per il caso Ruby e le feste ad Arcore.
La procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, con il sostituto pg Gaetano Brusa, già nelle scorse ore si sono mossi per chiarire i "fatti gravissimi" indicati dai media. L'obiettivo è avere il prima possibile, già dalle prossime ore, informazioni e documenti su tutte le persone vicine a Minetti, come il compagno Giuseppe Cipriani, il cui nome compare negli Epstein file, e del suo entourage.
E poi, sulle modalità di adozione del figlio e sulle speciali cure negli Usa di cui ha bisogno, sui genitori biologici del ragazzino e sulla presunta scomparsa dei loro avvocati morti carbonizzati. E pure sull'eventuale esistenza di procedimenti penali nel paese sudamericano e in Spagna da cui, se così fosse, si evincerebbe che non c'è stato quel "cambio di vita" testimoniato dalla donna anche con l'adozione di un bimbo "abbandonato alla nascita", ospitato in un orfanotrofio e accolto da lei e dal marito.
"Le ricostruzioni diffuse da alcuni organi di stampa risultano infondate e lesive, oltre che in contrasto con le norme e gli stessi principi deontologici a tutela dei minori", ha ripetuto nel pomeriggio con una nota affidata ai suoi legali, la 41enne di origini romagnole. "Confido che tutte le autorità competenti valutino quanto accaduto nei profili di ripartita competenza - ha proseguito, annunciando azioni civili e penali - affinché venga fatta piena luce sulle falsità divulgate e venga ristabilita la verità dei fatti".
Ora però si apre il capitolo che scorre parallelo alle polemiche politiche: si riparte dai nuovi accertamenti disposti a tutto campo e che oltrepassano quello "specchietto", per dirla con le parole di Brusa, di verifiche da compiere indicate dagli uffici del ministero guidato da Carlo Nordio, qualche mese fa, nell'immediatezza dell'istanza con cui Minetti puntava a riabilitare la sua immagine. Una serie di controlli incrociati in modo da consentire al Quirinale di decidere, ma che avevano tralasciato la fase recente della sua vita.
E che ora, alla luce delle ombre che si stanno addensando attorno alla ex showgirl - che avrebbe dovuto espiare con l'affidamento in prova ai servizi sociali 2 anni e 10 mesi per sfruttamento della prostituzione e e 1 anno e 1 mese per peculato - si passerà al setaccio, comprese le serate mondane nell'isola spagnola di Ibiza e nella tenuta del marito a Punta de l'Este.
Dopo di che, anche con degli esiti parziali, si dovrà tirare le somme e, qualora venga a galla una verità diversa da quella raccontata dalla condannata-graziata, ci potrebbe essere una clamorosa marcia indietro. A partire dalla procura generale che comunque ha "agito sulla base della delega del Ministero, delega classica attivata in casi simili. Non ci interessa ciò che dicono di noi, abbiamo la nostra coscienza a posto e sappiamo cosa fare e abbiamo fatto gli accertamenti - hanno affermato Nanni e Brusa Ora l'interesse di tutti è chiarire i fatti indicati". Poi la parola fine la metterà il Colle.
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