Dpf, Giorgetti: 'Ridotto il deficit senza manovre restrittive, con responsabilità'

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"E' importante non perdere di vista un dato sostanziale: questo governo ha ridotto in modo significativo il deficit senza ricorrere a manovre restrittive, grazie a una gestione prudente e responsabile della finanza pubblica, a un costante monitoraggio della spesa pubblica e ai buoni risultati ottenuti sul fronte delle entrate". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti in audizione sul Dfp alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato..

"Resta, tuttavia, da valutare, se le nuove regole mostreranno un livello sufficiente di flessibilità anche nelle fasi "non ordinarie", come quella attuale, e misurarne quindi l'adeguatezza alla prova dei fatti: la disciplina di bilancio non può (e non deve), quindi, essere disgiunta da una lettura complessiva e approfondita del contesto economico", ha sottolineato il ministro evidenziando che  è un "equilibrio - tra rigore, crescita e capacità di adattamento - che l'Italia considera decisivo nella nuova fase che l'Europa si trova ad affrontare". 

Per Giorgetti sii assiste ad "un rinnovato incremento dell'incertezza, che incide sulle aspettative degli operatori economici e, in particolare, su decisioni di investimento e dinamica dei tassi di interesse".

"Formulare previsioni in questa fase è un esercizio particolarmente complesso: è difficile, infatti, fare ipotesi sui tempi di risoluzione della crisi in atto e - di conseguenza - sul profilo che i prezzi energetici assumeranno nel tempo e sulla disponibilità di alcune materie prime, la cui scarsità potrebbe condurre a fenomeni di razionamento e a ulteriori restrizioni dell'offerta. Senza dimenticare gli effetti di carattere umanitario, quali la carenza di fertilizzanti e gli effetti che potrebbero derivarne sul livello della produzione agricola di paesi già al limite del livello di sussistenza". 

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"I limitati margini a disposizione derivano, prima ancora che dalle regole della governance europea, dall'esigenza di porre il debito in rapporto al prodotto su un sentiero discendente. Secondo il quadro tendenziale del Dfp, ciò avverrebbe dal 2027. Sarebbe un segnale positivo di grande importanza, anche per la fiducia dei risparmiatori e per la valutazione che si dà del nostro paese sui mercati finanziari". Lo afferma il capo del dipartimento Economia e statistica della Banca d'Italia, Andrea Brandolini, in audizione sul Dfp. 

"Sarà cruciale monitorare in modo accurato l'andamento delle spese, tenendo conto che una crescita dei prezzi più accentuata di quella prevista renderebbe ancora più difficoltoso rispettare il percorso di consolidamento programmato", afferma la Banca d'Italia, in audizione sul Dfp. "La politica di bilancio italiana sarà chiamata ad adempiere agli impegni internazionali sottoscritti in materia di difesa e a far fronte alla necessità di attenuare l'impatto della crisi energetica su famiglie e imprese. La risposta allo shock energetico andrebbe limitata a interventi mirati e di entità e durata contenute", aggiunge.

Corte Conti: "Mantenere il controllo dei conti, selezione rigorosa delle priorità di spesa"

Nel caso di peggioramento del quadro economico, sarà necessario "sostenere i redditi disponibili delle famiglie e la liquidità delle imprese anche se la necessità di rispettare i parametri europei lascia spazi fiscali ridotti. Si conferma pertanto l'esigenza, da un lato, di mantenere il controllo sui conti pubblici, e, dall'altro, di garantire una più attenta selezione degli interventi da avviare al fine di contrastare gli effetti del rincaro delle materie prime energetiche e, conseguentemente, ridefinire le priorità con una sempre maggiore attenzione alla valutazione costo-efficacia che deve orientare l'azione del Governo nella definizione delle misure da attuare". Lo sottolinea la Corte dei Conti in audizione sul Dfp. "La restrizione dei margini di bilancio comporta dunque una rigorosa definizione delle priorità di spesa, inclusa la programmazione di alcuni aumenti settoriali (come quelli destinati alla difesa)", sottolineano i magistrati contabili.

Istat: "Ruolo indipendente, coordiniamo dati seguendo le regole Ue"

Il processo di validazione dei Conti di finanza pubblica prodotti dall'Istat da parte delle istituzioni comunitarie "segue modalità e tempistiche dettate dai regolamenti europei". In particolare, la verifica dei Conti di finanza pubblica viene effettuata con cadenza semestrale (entro il 1° aprile e il 1° ottobre di ogni anno) "sotto il coordinamento tecnico di Eurostat. In questo contesto, l'Istat, pur mantenendo un ruolo autonomo e indipendente come responsabile ultimo della qualità dei dati prodotti, svolge anche una funzione di coordinamento e di sintesi tra le diverse istituzioni nazionali coinvolte, a vario titolo, nella produzione dei dati di finanza pubblica (come la Banca d'Italia e il Ministero dell'Economia e delle Finanze - MEF), assicurando la coerenza tra le varie fonti informative nazionali". Lo sottolinea il presidente dell'Istituto Francesco Maria Chelli, in audizione alla Camera sul Dfp.

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