Sarri ha acceso il derby prima del fischio d’inizio: “A mezzogiorno non vengo”. E adesso? Tra minacce e ironie il Comandante deve decidere se guidare la Lazio o trasformare la protesta in spettacolo
“Si potrebbe andare tutti insieme allo zoo comunale. Vengo anch’io? No, tu no”, cantava Enzo Jannacci. E Maurizio Sarri cosa fa? Viene o non viene al derby di Roma? Mercoledì, dopo la finale di Coppa Italia, il tecnico laziale ha promesso: “Se la partita sarà domenica a mezzogiorno, io non mi presento. Quattro squadre si giocano 60, 70, 80 milioni e le mettono in campo alle 12 di fine maggio… Io non ci vado, anzi, il presidente dovrebbe ritirare la squadra”. Sparata che in un bar della Balduina avrebbe avuto una giustificazione, molto meno in un contesto professionistico.
Difficilmente Lotito perdonerebbe la diserzione al suo mister, anche perché contro l’Inter si è visto che cosa moscia possa diventare la Lazio senza il suo Comandante a bordo campo. In queste ore, come Nanni Moretti in “Ecce Bombo”, Sarri si starà chiedendo: “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”. Opzioni possibili. 1) Sarri segue la partita a Ponte Milvio con gli ultras che staranno fuori per protesta. Così può fumare. 2) Sarri dà la mano a Gasperini, poi esce e va a vedere la finale del doppio femminile che inizia a quell’ora. 3) Sarri entra con il bracciale del falconiere, fa atterrare l’aquila Flaminia, saluta e se ne va. 4) In segno di protesta, Sarri si presenta in panchina elegantissimo, giacca, cravatta e doppio petto. 5) Sarri segue il derby seduto sulla ghiacciaia, come El Loco Bielsa, con la stessa tuta cascante, per sottolineare la temperatura esagerata. 6) Sarri si accomoda in panchina come niente fosse, guardando storto Marusic e Nuno Tavares. Domani sapremo.

