L'opinionista Dazn: "Per me la classifica non cambierà. A Genova saranno le motivazioni a fare la differenza. De Rossi è uno serio"
Ha giocato con Genoa e Milan, avversarie domani, ma anche con la Juventus ed è stato allenato da Gasperini, il tecnico della Roma in lotta con rossoneri, bianconeri e Como per entrare tra le prime quattro. Alessandro Matri fa le carte alla corsa Champions ed è convinto che gli uomini di Allegri taglieranno il traguardo nonostante adesso abbiano il fiatone.
Matri, che partita sarà Genoa-Milan?
“Ricca di pressioni per i giocatori rossoneri che devono vincere per forza e stanno attraversando un periodo complicato a livello di risultati. Fino a qualche settimana fa, erano in lotta per lo scudetto e adesso rischiano di non entrare in Champions. In queste condizioni quando scendi in campo non puoi essere tranquillo”.
Il Genoa già salvo non avrà lo stesso problema.
“Il Genoa non ha nulla da giocarsi e questo è positivo da un lato, ma anche negativo dall’altro perché magari può venirti meno un briciolo di attenzione. Con il mio amico De Rossi in panchina, però, credo che ai rossoblù gli stimoli non mancheranno indipendentemente dall’obiettivo già raggiunto”.
Insomma, secondo lei il Grifone non farà sconti.
“Ne sono sicuro. Daniele è uno serio che vuole continuare a far bene. Il suo amore per la Roma, in corsa per la Champions, può essere per lui un motivo in più per giocarsela fino alla fine”.
Come finirà al Ferraris?
“Il Milan è favorito perché, anche se ha degli assenti per squalifica e non ci sarà Modric, troverà gli stimoli per non sbagliare una gara che vale una stagione”.
L’esperienza di Allegri in panchina darà una mano, anche se nelle ultime otto giornate le sconfitte sono state cinque?
“Allegri mi ha allenato al Cagliari, al Milan e alla Juventus. Lo conosco bene e gli devo molto. Visto il rendimento che la squadra ha avuto fino alla vittoria del derby, non mi aspettavo un simile calo: si stava giocando uno scudetto insperato perché non era tra le favorite a inizio stagione. Una flessione ci stava, ma non me l’aspettavo così marcata negli ultimi due mesi”.
Allegri mi ha allenato al Cagliari, al Milan e alla Juventus. Lo conosco bene e gli devo molto
Cosa ha causato questo calo?
“Un insieme di tanti fattori, altrimenti la frenata non sarebbe stata così improvvisa. Gli infortuni e la flessione mentale dei singoli hanno inciso, ma poi bisogna essere dentro alla squadra per capire i reali motivi”.
Le voci sui dirigenti in bilico non stanno aiutando.
“Ne esce una ogni giorno... Rispetto alla prima parte di stagione però il problema è che Leao e Pulisic, due giocatori simbolo, non stanno più segnando”.
Quali sono le sue favorite nella corsa per la Champions?
“Le ultime due giornate non cambieranno la classifica attuale e in Champions, oltre a Inter e Napoli, andranno la Juventus e il Milan. Il vantaggio è minimo, ma il Milan ha due incontri alla sua portata e non li sbaglierà: i valori dei rossoneri verranno fuori. Anche la Juventus con Spalletti ce la farà: Luciano ha dato una svolta e il rientro di Vlahovic è stato una spinta perché là davanti mancava tanto un centravanti che finalizzasse il gioco. Con lui si è chiuso il cerchio e la Juve è tornata a correre. Con la Fiorentina e il Torino, però, non sarà tutto facile”.
Finire quinto sarebbe una beffa per il suo ex maestro Gasperini che con la Roma ora va forte.
“Gasperini mi ha fortemente voluto al Genoa. Mi convinse a raggiungerlo dicendomi: “Ti faccio tornare in Nazionale” e successe davvero. Ripartire fin dal ritiro con lui (nell’estate 2014, ndr), mi dette la spinta e a gennaio ero già a 7 gol; poi il richiamo della Juve fu forte e tornai a Torino”.
Gasperini mi ha fortemente voluto al Genoa. Mi convinse a raggiungerlo dicendomi: “Ti faccio tornare in Nazionale” e successe davvero
Gasp ora ha la Roma in pugno.
“Fino a gennaio ha sofferto l’assenza di un centravanti e, con gli infortuni di Dybala, Ferguson e Dovbyk, là davanti non aveva certezze. La mano di Gasperini nel gioco si vede e grazie a Malen ha cambiato passo. Si giocherà la Champions fino alla fine”.
Sorpreso dal Como?
“Ha fatto molto più di quello che era logico immaginare. Merito di Nico Paz, dell’esplosione di Douvikas e del lavoro di Fabregas che ha dato un’identità forte”.

