Venezia centro del Mondo: dal Suriname al Ghana, in Serie A con giocatori da cinque continenti

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La promozione è arrivata grazie a una Babele di calciatori, provenienti di ogni angolo del mondo

Lorenzo Topello

Collaboratore

2 maggio - 14:36 - MILANO

Una laurea ad honorem in lingue per la Serie A. Venezia è cittadina del mondo per natura e non si smentisce neanche nel calcio, se è vero che la truppa di Stroppa si è presa il pass per il piano di sopra con una nutritissima pattuglia di stranieri. La notizia fin qua sarebbe relativa, ma è curioso notare come quest’anno di arancioneroverde si siano vestiti calciatori appartenenti addirittura a… cinque continenti diversi! Dall’icona del Suriname a un conosciutissimo ghanese, fino ad un nuovo acquisto che sogna di giocare il Mondiale con l’Iraq, ecco i volti della Babele neopromossa in Serie A.

europa

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A primeggiare numericamente, è chiaro, sono gli europei. Il Venezia del resto si appoggia sulle possenti spalle di Andrea Adorante che ha confermato lo splendido bottino realizzativo dello scorso anno (quando vestiva la maglia della Juve Stabia): azzurri come lui sono Issa Doumbia, Lella, Pietrelli, Compagnon, il 2004 Dagasso (prelevato a gennaio dal Pescara), Venturi e Plizzari. La pattuglia del Vecchio Continente, poi, si allarga a dismisura: c’è spazio per il Belgio (Schingtienne e Sagrado), per la Francia (Sidibe e Hainaut), per un ampio giro nei Balcani (il serbo Stankovic, i croati Sverko e Franjic), oltre al clan spagnolo (Casas e Kike Perez). Non mancano i “nordici”: l’austriaco Svoboda, ormai una colonna in laguna, l’islandese Bjarkason, il norvegese Bohinen, il lussemburghese Korac. E a gennaio è arrivato il tedesco Lauberbach, in gol a Cesena. 

Bjarki Steinn Bjarkason (Venezia FC) participates in the Serie BKT match between Venezia and Mantova in Venezia, Italy, on November 29, 2025. (Photo by Stefano Nicoli/NurPhoto) (Photo by Stefano Nicoli / NurPhoto via AFP)

busio e haps

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A Venezia però tre totem vengono dal continente americano. O meglio, dalle due Americhe: del Nord e del Sud. Primo caso: Ridgeciano Haps. Che nell’ultimo mese e mezzo si è specializzato in gol pesantissimi, se è vero che ha timbrato cinque volte fra cui quattro in trasferta: ha permesso ai suoi di non perdere a Monza, Chiavari e soprattutto Bari, dove con una doppietta ha spaccato in due la retroguardia biancorossa aprendo le danze per il 3-0 dei suoi. Una sinfonia perfetta per il surinamese che a Venezia si trova divinamente: in arancioneroverde è sbarcato per la prima volta nell’estate 2021, dal Feyenoord. Poi un anno e mezzo in maglia Genoa e il ritorno, due stagioni fa, in laguna: ha appena centrato la seconda promozione in quattro anni dopo quella col Grifone e ora non vede l’ora di giocare il Mondiale col suo Suriname. Dal Nord America, Stati Uniti per la precisione, nel lontano 2021 è partito Gianluca Busio: certezza di casa arancioneroverde, coi veneti ha conquistato due promozioni in A. Mamma di New York, padre bresciano: l’Italia è ormai un pezzo di cuore. 

yeboah

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Dall’America del Sud invece ecco John Yeboah: il primo anno, lo scorso, lo ha vissuto di apprendistato perché veniva dal Rakow dopo un lungo peregrinare fra Olanda e Germania, ma stavolta in B si è preso la scena con 9 gol e 8 assist. E l’obiettivo è conquistare la doppia cifra entro fine anno in entrambe le specialità. Nazionale? Ecuador: il classe 2000 è anche andato a segno durante l’amichevole dello scorso marzo contro il Marocco. La voglia di prendersi il Mondiale è gigantesca, dopo aver saltato quello del 2022: Yeboah in nazionale gioca da esterno destro, a ricevere i rifornimenti di Moises Caicedo e apparecchiare la tavola per quel volpone di Enner Valencia a centro area.

asia e africa

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Il quarto continente prestato alla laguna è l’Asia. Ovvero l’origine del giramondo Marko Farij. Storia curiosa, la sua: classe 2004, iracheno di sangue ma norvegese di nascita (possiede entrambi i passaporti), nel 2025 ha centrato la doppia cifra con lo Stromgodset, la squadra scandinava che lo ha svezzato. Il Venezia ci ha scommesso quest’inverno per aggiungere una carta in più al mazzo di Stroppa che gli ha concesso subito un paio di spezzoni, contro Frosinone e Modena. Farij va di corsa anche con la nazionale: l’Iraq lo ha chiamato per il decisivo playoff Mondiale contro la Bolivia, lui ha ricambiato offrendo l’assist per lo storico gol di Hussein. Quello valso il pass per il Nord America. A chiudere la Babele veneziana è il più conosciuto Alfred Duncan, “portabandiera” africano: ha sposato l’Italia da bambino (lo ricordate al debutto in A con l’Inter?), ma rappresenta il Ghana, con cui ha collezionato anche 8 presenze fra giovanili e nazionale maggiore.

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