Il tecnico italiano pensa solo alla prossima gara in casa dell'Aston Villa: "Giocheremo contro una delle squadre del momento in Premier e ho il massimo rispetto per Emery come allenatore, ma se il Tottenham vince a Villa Park non è un miracolo"
2 maggio 2026 (modifica alle 16:45) - LONDRA
Bastassero le parole, Roberto De Zerbi avrebbe già salvato il Tottenham. Il suo monologo appassionato con cui ha aperto ieri la conferenza stampa di presentazione della partita a Birmingham contro l’Aston Villa è un manifesto di intenti, un esempio di mentalità forte e di convinzione, di fiducia nei propri mezzi e nel proprio talento, che è proprio quello che manca agli inguaiati Spurs degli ultimi tempi. Quella forza mentale che fin dai primi passi del suo mandato sta cercando di passare ai suoi giocatori: se l’avessero avuto dall’inizio, il Tottenham a quattro turni dalla fine non sarebbe 18ª in classifica, con due punti da recuperare sul West Ham e sulla permanenza in Premier.
silenzio
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“Voglio essere chiaro un’altra volta - ha cominciato De Zerbi -. La cosa più importante ora è zittire la voce dentro di noi, dentro i giocatori, dentro lo staff e dentro i tifosi. Questa voce può produrre pensieri negativi, perché dice che siamo sfortunati, che abbiamo perso troppi giocatori, che adesso è fuori anche Xavi Simons che nelle ultime due partite è stato uno dei nostri uomini migliori e più importanti. La voce dice che il nostro staff medico non fa abbastanza, che l’erba del campo allo stadio non va bene, che quella del centro di allenamento non va bene, che è impossibile per noi vincere due o tre partite di fila perché non abbiamo vinto abbastanza nel 2026. Sono tutti pensieri negativi. E sono spazzatura, perché voglio mantenere l’attenzione su di noi e sulla qualità dei miei giocatori”.
miracolo
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Poi De Zerbi ha spostato l’attenzione sulla partita in casa dell’Aston Villa. “Giocheremo contro una delle squadre del momento in Premier e ho il massimo rispetto per Emery come allenatore, ma se il Tottenham vince a Villa Park non è un miracolo. Magari perdiamo, ma so che abbiamo le qualità per vincere questa partita e che se ci riusciamo non è un miracolo. Quindi dico che dobbiamo essere positivi, dobbiamo sentirci fortunati perché lavoriamo in un grande club. Se Solanke e Simons sono fuori per infortunio, abbiamo comunque Kolo Muani, Tel e Richarlison che non penso siano peggio. Sono diversi come giocatori, ma sono bravi. Abbiamo Porro, Udogie, Van de Ven, Bentancur, Palhinha, Gallagher. Non ho tempo per sentire questi commenti negativi”.
i perdenti
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De Zerbi sale ancora di tono. “Sento che tutti piangono, che noi piangiamo e che siamo già retrocessi. Ma non lo siamo ancora. Dobbiamo morire sul campo e possiamo perdere solo se moriamo sul campo. Ma prima di perdere una partita dobbiamo giocarla e dobbiamo combattere. Vero, abbiamo due punti meno del West Ham, ma anche il West Ham deve giocare partite difficili, come noi. Non è sicuramente il nostro momento migliore, anzi è difficile, duro. Ma solo i perdenti piangono, solo i perdenti fanno pensieri negativi. E io non voglio vicino a me gente che piange o che non vede le cose come le vedo io. Siamo forti abbastanza per vincere e per non retrocedere. Poi vediamo, ma questo è l’unico modo che conosco: lavorare duro, dare il massimo, trasferire le mie idee ai giocatori, dare loro fiducia. Ed essere realista, perché penso che molte persone non lo siano in questo momento”. Poi De Zerbi passa al punto sugli infortunati. Ma quel discorso è quello che resta, quel manifesto della sua convinzione che la sua scommessa col Tottenham non l’ha ancora persa.



