"Università e più consapevolezza": Macchi è cambiato ed è pronto per i Mondiali

1 ora fa 3

Lo schermidore toscano, tra i protagonisti nel torneo ad Hong Kong, racconta: "Ottimo lavoro con l'allenatore Marco Vannini. Senza l'argento olimpico nessuno mi avrebbe mai intervistato"

24 luglio - 22:37 - HONG KONG

A Hong Kong, sede di questi Mondiali, gli azzurri hanno trovato più o meno lo stesso caldo che c’era in Italia, solo che all’interno dell’impianto che li ospita, AsiaWorld-Expo, c’è letteralmente il gelo a causa di un’aria condizionata fortissima. Oggi la rassegna iridata prende il via con la gara di fioretto maschile individuale. Il quartetto italiano formato da Guillaume Bianchi, Filippo Macchi, Tommaso Martini e Tommaso Marini può regalare ai nostri colori subito delle soddisfazioni, cancellando così la prova sbiadita di un anno fa a Tbilisi, in Georgia, quando nessuno salì sul podio. Tra i più accreditati c'è senz’altro Macchi, argento ai Giochi di Parigi 2024 e in un buon momento di forma. “Sì, mi sento bene – racconta – speriamo in gara di stare ancora meglio. Conto di dare continuità all'ultima parte di stagione che è stata positiva e dove ho espresso una grande scherma. Col mio allenatore Marco Vannini e il preparatore Michele Mariotti abbiamo fatto un ottimo lavoro per giungere qui in forma. Ho vinto una gara di Coppa del Mondo a Istanbul, il campionato italiano, a Parigi agli Europei sono andato a una stoccata dal podio, quindi diciamo che comunque le sensazioni sono state molto positive nell'ultimo periodo. Ora si sale in pedana, si cala l'elmo e si dà tutto come sempre. Cosa è cambiato rispetto al Pippo dei Giochi di Parigi di due anni fa? Tutto, in primis perché se non fosse arrivato l’argento i media nemmeno mi avrebbero mai chiamato per intervistarmi, ma soprattutto è cambiata la consapevolezza che ho ora dei miei mezzi, oltre al modo di tirare e il ct diverso. Il mio rapporto con Vanni è super, per me Simone è uno di famiglia veramente, mi conosce da quando sono nato perché è molto amico dei miei genitori, quindi con lui c’è davvero un rapporto speciale. Detto ciò, comunque, il ricordo che ho di Stefano Cerioni e la stima e l'amore che provo nei suoi confronti rimane invariata. Le scelte che sono state fatte non sono state prese da me, ma ovviamente dalla federazione e sono scelte che rispetto. Ripeto, mi trovo bene con Vanni, ma ciò non toglie che mi trovavo bene con Cerioni”.

crescita personale

—  

Intanto la Russia torna a gareggiare per la prima volta ai Mondiali in maniera ufficiale dopo l’esclusione del 2022: fino agli ultimi Europei di Antony, in Francia, dello scorso giugno, atleti e atlete avevano ancora le insegne neutrali (Ain), ora invece sono tutti con tanto di sgargianti tute con la scritta Russia e c'è anche la bandiera, quindi in caso di vittoria si tornerà a sentire sul podio l’inno russo. Cosa cambia per voi? “Direi nulla se non appunto che avranno bandiera e inno. Sono due anni che di fatto sono rientrati, quindi non è una sorpresa. Nella gara a squadre non la dovremmo incontrare fino a un'ipotetica finale, vedremo”. A Tbilisi, un anno fa, fu molto sfortunato. “Sì, persi per una stoccata per la medaglia contro il campione del mondo in carica, Choi Chun Yin Ryan, che è un grande fiorettista e stavolta tirerà in casa. Posso dire che a Tbilisi fui l’unico a metterlo davvero in difficoltà arrivando a 14, poi vinse lui con merito”. Come tutti gli atleti, Macchi ha già programmato tutto fino ai Giochi di Los Angeles. “In verità io lavoro anno per anno, ma è ovvio che lo sguardo è al 2028, però ci sono tante cose nella mia vita che ora devo programmare, a partire dall’università. A settembre mi sono iscritto alla Luiss a Roma su ispirazione di Giorgio Avola, frequento il corso di business administration in inglese, sono contentissimo del percorso universitario che sto facendo, mi piace da morire e organizzare la mia quotidianità anche in funzione dello studio e non solo dell’attività schermistica mi fa crescere come persona, come uomo e mi pone in un mindset di ambizioni verso obiettivi che non sono prettamente schermistici. Cosa vorrei fare? Tante cose, ma è presto, sono giovane e ad oggi la scherma ha la priorità indiscussa. Poi, si vedrà”. A Hong Kong avrà come spesso accade il tifo della fidanzata Giulia Amore, anche lei schermitrice, figlia di Diana Bianchedi, vice presidente del Coni: “Fidanzata, tutta la mia famiglia e la famiglia della fidanzata sono già arrivati qui, perché poi andremo in vacanza in Malesia”.

Leggi l’intero articolo