Un pianeta errante a 10.000 anni luce

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Un pianeta errante, uno di quei mondi che fluttuano solitari nello Spazio, praticamente invisibili e senza alcuna stella di riferimento, è diventato per la prima volta un po' meno misterioso grazie agli effetti della sua gravità, e al lavoro di squadra di vari telescopi. Del corpo celeste è stato infatti possibile determinare la massa e la distanza dalla Terra: un'impresa senza precedenti, descritta in un articolo su Science.

Dove si trova la canaglia (e quanto misura)

KMT-2024-BLG-0792, o OGLE-2024-BLG-0516, i due nomi scientifici affibiati allo stesso pianeta canaglia (traduzione letterale del termine inglese rogue planet, dato ai pianeti senza stella), è situato a 9.950 anni luce dalla Terra in direzione del centro della Via Lattea, e ha una massa all'incirca 70 volte più grande del nostro pianeta - non lontana da quella di Saturno, che ha una massa 95 volte maggiore di quella terrestre. Secondo Gavin A. L. Coleman, ricercatore della Queen Mary University of London e autore dello studio, questo tipo di pianeti sarebbero assai più diffusi nella nostra galassia di quanto si pensi.

Pianeti erranti: che cosa sono

Si pensa che i pianeti erranti, chiamati anche interstellari o orfani, siano stati sbalzati fuori dai loro sistemi da stelle di passaggio o da altri fattori; senza alcun tipo di legame gravitazionale, vagano per lo spazio interstellare, e sono difficilissimi da osservare: di solito, infatti, l'individuazione dei "normali" esopianeti si basa sul metodo dei transiti, emerge cioè dalla periodica diminuzione della luminosità della loro stella madre o a una sua lieve oscillazione dovuta alla gravità del pianeta stesso.

Lente di ingrandimento

Senza una stella di riferimento questi metodi non sono praticabili, e inoltre, non emettendo luce per conto loro e senza fonti di luce vicine, i pianeti erranti risultano praticamente invisibili. A venire in aiuto è stato il fenomeno della microlente gravitazionale (microlensing), la temporanea distorsione e amplificazione della luce di una stella distante dovuta - in questo caso - alla gravità del pianeta errante, di passaggio tra la stella e l'osservatore (un telescopio). 

Animazione: il passaggio del pianeta errante davanti a una stella della quale viene distorta la luce. © J. Skowron / OGLE, via Space.com

Osservando l'evento di microlensing da due diversi punti di vantaggio, da Terra con diversi telescopi e dallo Spazio grazie al satellite dell'ESA Gaia, gli astronomi sono riusciti a triangolare la distanza del pianeta errante dalla Terra. E una volta stimata la distanza, sono riusciti a calcolarne la massa, misurando quanto a lungo il suo campo gravitazionale aveva distorto la luce della stella distante. Con lo stesso metodo, la prossima generazione di telescopi spaziali potrebbe individuare molti altri pianeti vagabondi della nostra galassia.

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