Un Mondiale mai visto. E un governo del calcio mai così prono: il Gran Disastro americano

2 ore fa 5

Come nel romanzo di McEwan "Quello che possiamo sapere" ecco l'arrivo di nuovi equilibri nel mondo del pallone. Lo scandalo Balogun e la Var alla Casa Bianca hanno inabissato il diritto sportivo

Balogun, Haaland, Capo Verde, Messi-CR7... Un Mondiale è un budello di vicoli nel quale è anche bello smarrirsi, ma senza perdere lo scenario globale, che, in questo caso, è distopico, come in certi film da day after, come nell’ultimo romanzo di Ian McEwan (“Quello che possiamo sapere”), in cui, per effetto del cambiamento climatico, gran parte della terra è sommersa dalle acque. Il calcio di prima non c’è più. Vabbè, l’Italia è sommersa da 12 anni, ma anche Germania e Olanda sono già tornate a casa su velieri da ex conquistatori. I tedeschi, abituati ad arrivare in fondo, sono implosi; gli olandesi, che hanno insegnato al mondo ad attaccare, sono usciti dopo una meschina gara difensiva col Marocco che oggi è una vera grande, al secondo quarto consecutivo. 

un mondo mai visto

—  

Nel romanzo di McEwan, dopo il Gran Disastro, la Nigeria, depositaria di conoscenze e tecnologia, acquista un ruolo guida. Nuovi equilibri anche nel calcio: tra l’Argentina del divino Messi e Capo Verde del dentista Vozinha c’è la distanza di un autogol. Il Brasile, culla del palleggio, ha fatto la metà dei passaggi (329-680) della Norvegia vichinga che ha vinto col 66,5% di possesso. È emerso un mondo mai visto, soprattutto perché lo scandalo Balogun e la Var alla Casa Bianca hanno inabissato il diritto sportivo. Mai il governo del calcio è stato così prono a quello politico ed economico, con i finti cooling-break che hanno svenduto l’essenza del gioco. "Riportare a casa il calcio" non è più uno stucchevole ritornello inglese, ora deve diventare impegno comune per fare riemergere l’autonomia e la dignità del pallone, sommerse dal Gran Disastro americano.

Leggi l’intero articolo