Ucraina: ok alla risoluzione su Kiev, ma la Lega si divide. Crosetto: 'Fiero degli aiuti, qualcuno si vergogna'

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Le Aule di Camera e Senato hanno approvato la risoluzione di maggioranza su Kiev che, tra le altre cose, impegna il governo "a continuare a sostenere l'Ucraina, in coordinamento con la Nato, l'Unione europea, i paesi G7 e gli alleati internazionali, attraverso un contributo coerente con gli impegni assunti e finalizzato alla difesa della popolazione, delle infrastrutture critiche ed in prospettiva alla sicurezza complessiva del continente europео".

   Il documento impegna anche a "valorizzare il rafforzamento degli aiuti di carattere civile". Il termine sostegni "militari" non è inserito nel dispositivo con gli impegni ma compare nelle premesse. 

   Alla Camera due deputati della Lega hanno votato contro la risoluzione della maggioranza. Si tratta di Rossano Sasso e Edoardo Ziello i quali hanno confermato la loro posizione al termine dell'Aula. "Al di là delle acrobazie lessicali, la sostanza non è cambiata", ha spiegato Ziello.

   A Palazzo Madama non ha partecipato al voto sulla risoluzione il senatore leghista Claudio Borghi. "I senatori presenti del gruppo della Lega hanno votato a favore e in maniera compatta. Il senatore Borghi non ha partecipato al voto", dice in una nota Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, spiegando che lui era presente in Aula - ma non nel consueto scranno - e ha votato sì alzando la mano.
La stessa cosa per Erika Stefani, che precisa di aver votato la risoluzione, e che semmai ha abbassato rapidamente la mano dando l'impressione del non averla alzata: "scherziamo, sono lontana anni luce da Vannacci", ha spiegato. 

Gli interventi di Crosetto alla Camera e al Senato

   "Ciò che non capisco è essere attaccato da partiti e persone che sono stati i primi a votare il decreto all'Ucraina. Perché pare che qualcuno si sia dimenticato del decreto all'Ucraina: quello che viene rivotato adesso è stato trattato per la prima volta da un altro governo, da un'altra maggioranza, da altri partiti. E visto che alla Camera mi sono sentito attaccare a accusare di una scelta bellicista, si tratta di una scelta bellicista che semmai hanno fatto allora altri partiti con altri governi. Ma io non la considero una scelta bellicista quella di aiutare qualcuno a difendere se stesso". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, nella sua informativa al Senato - dopo quella della mattinata a Montecitorio - in merito agli aiuti all'Ucraina.

   Crosetto ha anche specificato: "Gli aiuti dell'Italia all'Ucraina sono stati totalmente irrilevanti: è la somma degli aiuti che ha aiutato l'Ucraina a sopravvivere". 

 "Sostenere l'Ucraina non significa voler prolungare il conflitto, significa evitare che la fine dell'ostilità si trasformi in una pace apparente e fragile, costruita sull'ingiustizia e destinata a spezzarsi nuovamente. Interrompere oggi il sostegno, l'aiuto all'Ucraina significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita", ha detto il ministro nella sua informativa alla Camera.

Per il ministro "l'Ucraina ha bisogno di una capacità di difesa adeguata non per attaccare, non per vincere una guerra, non per sconfiggere un nemico, ma per proteggere il proprio territorio, la propria popolazione" e "un arretramento del supporto internazionale non porterebbe alla pace, al contrario favorirebbe un'ulteriore escalation dell'aggressione". 

   "Lo spirito con cui l'Italia ha aiutato l'Ucraina finora è stato quello di impedire che chi vuole distruggere la popolazione ucraina e di piegarla potesse farlo. Di questo qualcuno di voi si vergognerà, io mi sento orgoglioso", ha affermato Crosetto. 

    Nell'Aula della Camera alla fine dell'intervento del ministro della Difesa, che ha spiegato come "interrompere oggi il sostegno all'Ucraina significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita", tra i banchi della maggioranza si sono alzati ad applaudirlo i deputati di Forza Italia e Fratelli d'Italia. Non si sono alzati invece quelli della Lega.

  "L'Ucraina affronta un'emergenza umanitaria paragonabile per intensità alla stessa di Gaza da oltre 1.421 giorni, ormai quattro lunghissimi anni. Il presidente Putin parla di pace e si presenta come chi difficilmente vuole farlo. Oltre il 90% degli attacchi, il 93% degli attacchi russi colpisce, lo ricordo, obiettivi civili" ha detto Crosetto.

Nel campo largo astensioni e contrarietà incrociate in Aula alla Camera

  Astensioni e contrarietà incrociate si sono registrate nel campo largo per quanto riguarda le rispettive risoluzioni sull'Ucraina votate alla Camera.

  In particolare, a quanto si apprende da fonti parlamentari dei partiti, il gruppo del Pd si è astenuto sui documenti di Avs e del M5s, fatta eccezione la contrarietà manifestata su quei punti che chiedevano lo stop agli aiuti militari a Kiev (i dem si sono astenuti anche sulla risoluzione di maggioranza). I pentastellati a loro volta hanno votato a favore della risoluzione di Avs e si sono astenuti su quella del Pd, salvo votare no al punto che - di contro - chiedeva di andare avanti nel sostegno all'Ucraina "mediante tutte le forme di assistenza necessarie". L'Alleanza Verdi Sinistra avrebbe contraccambiato il M5s con un sì compatto al loro documento, mentre sul testo del Pd avrebbe mixato voti favorevoli e una contrarietà sullo stesso punto bocciato dai 5s. Contrarietà dei rossoverdi anche ai documenti di Iv e Più Europa. Qualche distinguo in casa Pd, dove in particolare alcuni riformisti del partito avrebbero deciso di votare no a tutti gli impegni di M5s, a favore della risoluzione di Iv e Più Europa, e di astenersi su quella di Azione. 

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