Dopo i bizantinismi parlamentari, i leader del campo largo hanno scelto una via di comunicazione comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Per spazzar via le polemiche sulle posizioni non sempre allineatissime sui fatti dell'Iran, si sono fatti trovare tutti insieme alla manifestazione di "Amnesty" e "Donne vita e libertà" di sostegno alla protesta contro il regime degli ayatollah. E così, fotografi e cameramen hanno potuto immortalare con una sola inquadratura la segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente del M5s Giuseppe Conte e i leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Con tanto di didascalia sussurrata da Conte a Schlein e ribadita da Schlein a mo' di risposta a Conte: "La piazza c'è".
In effetti la piazza c'era. Era quella di fronte al Campidoglio a Roma. Non era pienissima, per un buon quarto è rimasta vuota. Dalle 16 in poi, però, i manifestanti sono andati via via crescendo, con bandiere anche dell'Iran, dell'Ue, dell'Ucraina, con le foto delle vittime iraniane delle proteste, con i cartelli: Libertà. "E' importantissimo per noi essere qua a dare piena solidarietà e supporto al popolo iraniano nella sua lotta", ha detto Schlein. E Conte: "Dobbiamo dare un segnale concreto, stare vicino a tutti i cittadini, le associazioni e soprattutto gli iraniani, giovani, donne, studenti universitari, dissidenti". I distinguo sono stati archiviati. Ma qualche giorno fa, al Senato, la piena sintonia del campo largo ha un po' latitato, visto che il M5s non ha votato la risoluzione bipartisan di sostegno alle proteste in Iran. Il quadro si è però ricomposto il giorno dopo, alla Camera: il M5s ha presentato una propria risoluzione, aggiungendo di essere contrario ad "azioni militari unilaterali fuori dal quadro del diritto internazionale", cioè quelle che ha un po' in mente l'America. E sia il Pd sia Avs l'hanno votata. Pace fatta in Parlamento con timbro finale in piazza. Dove fra i leader alleati al massimo c'è stata qualche battuta.
"Mi pare naturale essere unitariamente al fianco di un popolo di lotta, per la sua libertà, per la democrazia, per i diritti civili", ha detto Nicola Fratoianni di Avs. Che poi ha scherzato sul fatto di avere una giacca chiara simile a quella di Conte: "Ma io non sono come voi che cambio colore tutti i giorni, ho una giacca a stagione", ha chiosato Fratoianni riferendosi alle mise sempre molto eleganti dell'ex premier. Qualche cronista, però, ci ha letto un sottotesto politico. Ma Conte lo ha escluso. Più in là c'erano esponenti di Iv e un altro leader di opposizione, il segretario di Più Europa Riccardo Magi. Che è rimasto fuori dalla foto di gruppo. Il perché si è capito dal commento alle telecamere: "Sarebbe stato importante avere un segnale unitario del Parlamento, purtroppo non c'è stato perché c'è sempre chi deve fare un posizionamento personale o di partito". Leggi: il M5s. Le sintesi finali della posizione del campo largo le hanno fatte Angelo Bonelli, di Avs, e Conte
"Le risoluzioni condannano la repressione in Iran, condannano il regime sanguinario e questo è un elemento importante - ha detto Bonelli - però non pensiamo che un bombardamento degli Stati Uniti d'America possa risolvere". E Conte: "Ci sono esponenti del centrodestra qui oggi? Io non ho capito quale sia la posizione del centrodestra". Nelle due ore di manifestazione c'è stato un paio di fuori programma: una decina di sostenitori di Reza Pahlavi arrivati con l'antica bandiera monarchica dell'Iran. E le offese di un manifestante ai politici che incrociava. Che non hanno trovato seguito.
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