Daniele Particelli
11 giugno - 18:49 - MILANO
In Italia non esiste ancora uno screening organizzato per il tumore alla prostata, ma lo studio pilota PROscreenMRI indica una strada concreta da seguire
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Tumore alla prostata e screening
Il tumore della prostata è ancora oggi la neoplasia più frequente nella popolazione maschile italiana, con circa 41 mila nuove diagnosi ogni anno. A differenza di quanto avviene per altri tumori, da quello al seno a quello del colon-retto o della cervice uterina, però, non esiste ancora un programma nazionale di screening organizzato che permetterebbe di identificare la malattia in una fase non ancora avanzata, quando oltre il 90% dei pazienti può guarire o convivere a lungo termine con la malattia.
Un primo e importante passo nel colmare questa lacuna è PROscreenMRI, uno studio pilota promosso dall'Istituto di Candiolo IRCCS, dal Centro di Riferimento per l'Epidemiologia e la Prevenzione Oncologica (CPO) del Piemonte e dall'AOU San Luigi Gonzaga, in collaborazione con l'ASL TO5. I dati preliminari, raccolti tra il febbraio 2025 e il marzo 2026, sono più che incoraggianti. Ecco come funziona il nuovo percorso e quali passaggi saranno necessari prima di un'eventuale implementazione su larga scala.
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