La nazionale dei Tre Leoni è così focalizzata sull'obiettivo che i ricordi dei party e delle serate delle altre edizioni, con la presenza di mogli e fidanzate dei giocatori, sono ormai un ricordo sbiadito
C’è qualcosa che manca, in questo Mondiale che l’Inghilterra sogna di vincere. Non sono i tre punti col Ghana o i gol di Harry Kane. Non sono i grandi nomi, perché la nazionale dei Tre Leoni è comunque piena di stelle della Premier o di altre squadre top, come Kane e Jude Bellingham. I discorsi attorno alla squadra di Tuchel sono tutti di campo, di scelte di formazione, se sia meglio questo o quel giocatore, se Reece James e Bukayo Saka saranno mai al 100%. Tutto rilevante, ma anche tutto troppo tranquillo. All’Inghilterra in questo Mondiale manca un po’ di pepe. Quello che in edizioni passate assicuravano le Wags, le mogli e fidanzate dei giocatori, che spesso erano la storia nella storia. Facevano rima con sconfitte, ma alimentavano anche le pagine dei tabloid.
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Che fine hanno fatto le Wags? Tra le compagne dei giocatori inglesi di oggi non ci sono certo nomi come Victoria Beckham o Coleen Rooney, personalità che brillavano di luce propria, come l’ex Spice Girl, o che hanno saputo sfruttare la luce riflessa dei compagni per diventare, a loro volta, personaggi, perlopiù da tabloid. Kane, il capitano, è sposato dal 2019 con Katie Goodland, la madre dei suoi figli, che preferisce tenere un profilo basso. La storia più interessante su di loro è la foto da bambini, insieme, con David Beckham e il camp dove si sono conosciuti. Declan Rice fa coppia fissa con Lauren Fryer, sua partner storica, che ha attirato l’attenzione solo per non avere esattamente un fisico da modella, cosa che testimonia ulteriormente l’immagine da bravo ragazzo che il centrocampista dell’Arsenal si è costruito (e non potrebbe essere altrimenti, se vieni scelto per la pubblicità degli yogurt). Bellingham ultimamente è stato visto con Ashlyn Castro, modella e influencer da 600mila follower su Instagram, ma non certo personaggio da copertina. A rimanere lontano dagli scandali extracampo, poi, aiutano la storia e le scelte di Tuchel: niente mogli o fidanzate in ritiro, solo un giorno dedicato alle famiglie dopo ogni partita. L’Inghilterra, poi, ha scelto Kansas City, che non è esattamente New York, Los Angeles o Miami dal punto di vista dell’intrattenimento. “La tranquillità è fondamentale - ha raccontato Rice -. Non siamo in una grande città, siamo a Kansas City e non c’è tanto da fare. Siamo qui, siamo tutti concentrati e da quando siamo qui il livello è salito”. La cosa più glamour vista fare ai giocatori inglesi? Una serata alla partita dei Kansas City Royals, la squadra MLB della città, o al concerto della cantante country Ella Langley. Con rientro sempre in tempo per il coprifuoco imposto da Tuchel.
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Anche per questo, i tempi delle Wags e delle controversie nel ritiro dell’Inghilterra sembrano lontanissimi. Eppure non è passato molto dal 2006, da quando le mogli e le fidanzate diventarono “più importanti dei giocatori”, per dirla come Rio Ferdinand, e i tabloid coniarono il termine Wags per identificarle. La Kansas City di allora si chiamava Baden-Baden, tranquilla cittadina termale nella Foresta Nera. Tranquilla prima che ci arrivasse l’Inghilterra, ovviamente. La presenza di mogli e fidanzate nella nazionale allora guidata da Sven-Göran Eriksson, le loro personalità e la libertà concessa produssero un mix così ricco di aneddoti che la BBC l’ha trasformato in un documentario chiamato “Inghilterra 2006: la generazione perduta”. Gli stessi giocatori raccontano di notti selvagge, party senza fine nei locali della zona, di dispute e controversie che fecero la fortuna dei tabloid. All’hotel dell’Inghilterra erano stati allestiti degli schermi per proteggere le famiglie dai paparazzi, ma le stesse fidanzate dei giocatori chiesero che venissero tolti per essere fotografate meglio. C’è stata la notte folle del padre dei fratelli Neville in un ristorante italiano, con un conto al bar da 3.500 euro e una replica della Coppa del Mondo usata come microfono. C’erano i voti alle ragazze sui tabloid, c’erano gelosie e distrazioni, giornate di shopping accompagnate dai paparazzi, i parenti di Jamie Carragher che avevano occupato una casa trasformandola in una piccola Liverpool. Quell’Inghilterra non c’è più, già messa alle spalle nell’era Southgate e ora definitivamente consegnata al libro dei ricordi da Tuchel e dalla sua banda di bravi ragazzi. Quella versione dei Tre Leoni non ha vinto niente, forse ha buttato via anche risultati importanti. Però era sempre in prima pagina.



