Il Tribunale di Roma ha annullato una multa di 15 milioni di euro che l'Autorità Garante per la Privacy aveva comminato a OpenAI, la casa madre di ChatGpt, a dicembre 2024. Lo riporta il sito Reuters. "Accogliamo con favore la decisione del Tribunale di Roma. Ci siamo sempre impegnati a rispettare la privacy degli utenti e non vediamo l'ora di aiutare sempre più persone, imprese e società italiane a beneficiare dell'intelligenza artificiale", afferma OpenAI alla testata.
La sanzione era stata emessa dall'Autorità il 20 dicembre 2024 per il presunto utilizzo illegittimo di dati personali da parte dell'applicazione ;di IA generativa. All'epoca, OpenAI aveva dichiarato che la decisione era "sproporzionata" e aveva fatto ricorso. Nel marzo 2025 il Tribunale di Roma aveva temporaneamente sospeso la sanzione, in attesa di pronunciarsi sul nel merito della causa.
Il provvedimento del Garante del 20 dicembre 2024 era arrivato dopo un'istruttoria aperta nel marzo del 2023, a quattro mesi del lancio mondiale del chatbot che ha innescato il boom dell'Intelligenza artificiale e dopo che la piattaforma aveva avuto una fuga di dati. L'autorità aveva imposto uno stop a ChatGpt contestando la mancanza di un'informativa sul trattamento dei dati e di un filtro per la verifica dell'età degli utenti. Dopo il blocco di un mese e a seguito dell'adozione delle misure prescritte dal Garante la società americana, a fine aprile 2023, aveva riacceso il suo software di Intelligenza artificiale nel nostro paese.
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