>ANSA-BOX/ L'unico punto debole di Chuck Norris, i 'fatti' virali su di lui

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(di Chiara Venuto) "Chuck Norris in realtà è morto vent'anni fa, ma la morte non ha avuto ancora il coraggio di dirglielo". Oggi, a quanto pare, l'ha trovato. Così, a 86 anni, se n'è andato uno dei personaggi che più sono rimasti nella memoria (umoristica) degli internauti, che a inizio anni 2000 l'hanno consacrato a loro mito, non si sa bene perché. Ma meglio non dirlo troppo forte - bisogna sempre temere il suo potentissimo calcio rotante.
    Tutto cominciò attorno al 2005, quando un tale Ian Spector, ispirato da certe assurde battute su Vin Diesel che leggeva sui forum online, creò uno strumento di generazione automatica di "fatti" su di lui. L'ultra-machismo statunitense veniva parodizzato con frasi tipo: "Vin Diesel ha contato fino all'infinito. Due volte". Il fenomeno nel corso di qualche mese si affievolì, e l'utente pensò che bisognasse trovare un degno sostituto. Gli altri membri della community suggerirono Norris, e così nacque il mito.
    Spector - che di "fatti" sull'attore ne produsse a centinaia, tanto da scriverci cinque libri - aveva appena scoperto il potere di quello che noi oggi conosciamo come "meme". Ovvero quei contenuti che diventano virali perché replicabili all'infinito suscitando ciascuna volta un'emozione. In questo caso, l'ilarità.
    Non in tutti i casi, però, un meme resta impresso nella memoria collettiva per oltre vent'anni, diventando un elemento culturale dal valore intergenerazionale, com'è stato per le battute su Chuck Norris (che, secondo alcuni, sarebbero cominciate già negli anni '80). Basti pensare al fatto che nel 2005 l'iconico protagonista di Walker Texas Ranger (la cui ultima stagione era uscita nel 2001) non era più al picco della notorietà. Anzi. Eppure, anche i più giovani oggi sanno che "Chuck Norris una volta è stato morso da un cobra reale; dopo dieci strazianti minuti, il cobra è morto".
    Cosa pensasse di tutto questo l'attore, artista marziale, produttore, sceneggiatore e scrittore statunitense... È un'altra storia. Spector nel 2023 raccontò di aver conosciuto Chuck Norris poco dopo l'esplosione del fenomeno e di averlo trovato divertito, seppure un po' perplesso, da ciò che stava accadendo attorno alla sua figura. Quello che sicuramente il mito non amava di questa situazione era la sua incapacità di tenerla sotto "controllo", soprattutto economico.
    Quando Spector decise di pubblicare un libro sui fatti, l'attore non ne fu felice e gli mandò una lettera di diffida. La notizia, però, creò clamore, trasformando il volume in un bestseller. Le due parti, alla fine, trovarono un accordo e, dal canto suo, Norris arrivò persino a scrivere una raccolta ufficiale, con i suoi "fatti" preferiti. Soprattutto, dovette imparare una delle regole principali dei meme: quando cominciano a diffondersi, è impossibile controllarli. Anche per Chuck Norris.
   

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