Dopo una giornata sui Pirenei, il gruppo torna in pianura per una frazione che si preannuncia favorevole agli sprinter. Bordeaux ospita il Tour per l’83esima volta: nell’ultima edizione del 2023, a trionfare fu il belga Philipsen.
Una bella passeggiata tra i vigneti più nobili verso Bordeaux per riprendersi dalla strabiliante impresa di Pogacar sul Tourmalet. Domani, venerdì 10 luglio, il Tour propone la settima tappa, Hagetmau-Bordeaux, 175,1 km e appena 850 metri di dislivello: una delle giornate più facili, si attende un’altra volata di gruppo, sperando che sia meno accidentata di quella di Pau vinta da Kooij. Il via alle 13.25 con questa classifica: Pogacar in maglia gialla con 2’42” su Vingegaard, 3’27” su Del Toro e 3’30” su Evenepoel. Bordeaux è uno dei traguardi classici del Tour: domani sarà l’82a volta, l’ultima nel 2023 con successo in volata di Jasper Philipsen. Dopo Parigi, è la città che ha ospitato più volte la Grande Boucle. Bordeaux era presente già nella prima edizione, 1903, quarta tappa, 12 luglio, Tolosa-Bordeaux di 269 chilometri.
La settima tappa non presenta alcuna difficoltà: c’è lo sprint volante per i punti della maglia verde a Landiras, al km 120, e un Gran premio della montagna di quarta categoria, Cote de Beguey, 1200 metri al 4,4%. Poi nulla più: gli ultimi quattro chilometri sono completamente rettilinei lungo il fiume Garonna. All’arrivo ci sono gli abbuoni validi per la classifica: 10”, 6” e 4” ai primi tre.


