La trovata con gli amici di una vita per ricevere il premio da 10mila franchi, valido per il maggior distacco in un singola tappa della Boucle
Filippo Rubulotta
15 luglio - 17:28 - MILANO
Li fece brindare, li fece riposare, li fece rilassare. E li fregò tutti. Così Julien Moineau scombinò i piani del gruppo nella tappa da Pau a Bordeaux del 1935, frazione sulla carta per velocisti, una fuga sembrava impossibile quel giorno. Eppure... Soprannominato "le Piaf", il passerotto (per il fatto che il suo cognome, Moineau, vuol dire passero in francese), il ciclista transalpino classe 1903 decise di dare un ultimo slancio a una carriera iniziata con qualche anno di ritardo. E ci riuscì nel modo più impensabile.
l'impresa di moineau
—
Viveva da tempo nella città costiera di Arcachon e la tappa che sarebbe passata più vicina, per farsi vedere e applaudire da parenti e amici, era già stata cerchiata in rosso. Moineau quel giorno va ben presto in fuga, scollinando per primo e rischiando di finire fuori strada a causa delle continue accelerazioni. Il grande trucco è già in atto, scappare subito per farsi dimenticare dagli altri ciclisti. In quei giorni "le Piaf" si era portato dietro poche parole e molta sostanza.
birra a tradimento
—
Eccola l'idea per stupire tutti. In una giornata dalle temperature incandescenti, quel 24 luglio 1935 nel sud della Francia si sfiorano i 35 gradi — comunque sempre meno dei picchi di calore cui sono sottoposti i corridori del Tour de France 2026 in corso —, Julien pensa di chiedere ai suoi amici di sistemare un tavolino pieno di birra all'altezza di Le Barp, un paesino attraversato dal percorso. Praticamente tutto il gruppone cade in tentazione, a decine si fermano per una sosta che si rivelerà fatale. Rallentano, scendono dalle bici, bevono e si dissetano, alcuni chiacchierano e si riposano qualche minuto per smaltire la fatica e rinfrescarsi. Senza sapere però di essere caduti in pieno nel tranello del furbo Moineau.
distacco storico
—
L'obiettivo del ciclista francese era infatti quello di accumulare più minuti possibile di vantaggio per incassare i diecimila franchi messi in palio dall'organizzazione della corsa per il maggior distacco inflitto agli inseguitori in una singola tappa. Al termine della frazione il cronometro registrò oltre 15’33” di vantaggio sui primi inseguitori. L'impresa era riuscita. Ad aspettarlo al fotofinish c'era l'amico Antonin Magne, l'altro artefice della genialata. La cosa più incredibile, il Tour non lo punì. Valore aggiunto dell'impresa? Julien riuscì persino a bersi una birra: già, perché anche lui passò dallo stand "gestito" dall'amico ma il suo boccale se lo bevve in corsa e senza mai fermarsi. Una vittoria col brindisi.


