Torna l'Hockey Club Milano e avrà colori rossoblù: giocherà alla Ice Fiera Arena

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hockey ghiaccio Milano

Presentato il progetto voluto da Fondazione Fiera e Federghiaccio per squadra e impianto: da ottobre partite della Lega ICE e spazio a pattinaggio di figura e short track

Andrea Buongiovanni

Giornalista

31 marzo - 17:39 - MILANO

“Vado a pattinare in Fiera”: è con questo slogan che Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, lancia ufficialmente il progetto dell’impianto meneghino per gli sport del ghiaccio che sarà. “L’Olimpiade ha acceso una fiamma che non si può spegnere - dice Bozzetti, ricordando l’entusiasmo dei giorni di febbraio a cinque cerchi, con Fiera teatro delle gare in pista lunga e di tante partite dei tornei di hockey ghiaccio -: dopo le parole i fatti. L’eredità dei Giochi dove anche essere concreta”. Al suo fianco, nella sede della Fondazione, Andrea Gios, presidente della Federghiaccio, partner dell’iniziativa e Davide Fadani, 25enne portiere della Nazionale olimpica e degli svizzeri del Kloten, cresciuto proprio a Milano.

Il progetto

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È tutto confermato: la Temporary Ice Fiera Arena - questo il nome dell’impianto - che nelle intenzioni avrà una vita di tre anni partendo da ottobre, sorgerà in una tendostruttura creata ad hoc nei pressi della Porta Sud, non in un padiglione esistente, ma comunque all’interno dei confini fieristici. Un percorso esterno di una dozzina di minuti a piedi la collegherà alla stazione della metropolitana e a quella dei treni. La struttura portante sarà in acciaio zincato con doppio telo di copertura in PVC anticondensa, con una superficie di 5710 metri quadrati. Avrà una capienza di circa 4000 spettatori. La pista sarà di 26x60 metri, modello campionato Nhl. L’investimento è di circa 5 milioni, autofinanziati dalla Fondazione. Nel 2029, in altro luogo, dovrebbe lasciare il posto a un impianto permanente. Nel mentre, in maggio, verranno poste le fondamenta della struttura, in giugno sarà innalzata la tendostruttura, in settembre si lavorerà sulla pista, sulle tribune e sui servizi e a ottobre, appunto, si comincerà a pattinare. “Cerchiamo un title sponsor - ammette Bozzetti - e pensiamo a un evento di inaugurazione”.

Le prospettive

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“Per noi - sostiene Gios - è un sogno che si realizza. Milano ha tanta fame di ghiaccio e, soprattutto da metropoli olimpica, non può fare a meno di almeno un palazzetto dedicato. Per lo sviluppo delle nostre discipline è un passaggio fondamentale. Supportiamo il progetto, insieme a Governo, Regione Lombardia e Comune di Milano, in appoggio all’attività di vertice, ma anche a quella di crescita dei praticanti più giovani. L’impianto diventerà la casa della ritrovata squadra cittadina di hockey ghiaccio, che rinverdirà una storia gloriosa fatta pure di 32 scudetti, ma servirà anche per il pattinaggio di figura, per lo short track di base e per lo sledge hockey. Pista corta a parte, che necessita di materassi di protezione particolari al posto delle balaustre, potremo ospitare prestigiose manifestazioni internazionali, per esempio una tappa del Grand Prix di figura o un torneo dell’Eurochallenge di hockey. La vera sfida, partendo dalle “quote” che verserà la squadra di hockey ghiaccio e tenendo basso il costo delle altre ore ghiaccio, sarà renderlo economicamente sostenibile: circa la gestione ci sono già proposte concrete di business plan e un’idea di organigramma. Ma dovremo approfondire. Il tutto in attesa anche della riapertura in città dell’Agorà, attesa per fine 2027. Intanto, ringrazio la Fondazione per la tempestività con la quale si è mossa”.

la squadra

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Gios, in merito alla nuova squadra, offre alcune anticipazioni. C’è un nome: Hockey Club Milano. E ci sono i possibili colori societari e, quindi, di maglia, sebbene per ora solo su bozzetti: rossoblù per la prima, biancorossa per la seconda, con lo stemma di Milano al centro in entrambi i casi. Rimandano, l’uno e gi altri, alle stagioni d’oro dell’hockey ghiaccio in città, a cavallo degli anni Ottanta-Novanta, con il Saima a richiamare migliaia di tifosi e una passione mai tramontata. Il nascituro team, salvo sorprese, parteciperà già alla prossima ICE, lega professionistica mitteleuropea che ora conta tredici squadre di Austria, Slovenia, Ungheria e Italia (Bolzano e Brunico), con coinvolti capoluoghi come Vienna, Lubiana e Budapest. “Il contesto - garantisce Gios - è di alto livello, così come dovrà esserlo la squadra”. Il relativo piano - budget annuale di circa sei milioni (”Ma i primi, trattandosi di un investimento a lungo termine, non andranno a pareggio” ammette Gios) -, sfumato un coinvolgimento della franchigia Nhl dei Florida Panthers tramite il general manager Bill Zito, nello stesso ruolo anche con la Nazionale statunitense fresco oro olimpico, vede coinvolte due realtà. La Christian Leitner di Vipiteno, azienda leader degli impianti a fune e, tramite Realice, della tecnologie legate ai palazzetti del ghiaccio (ha collaborato per le piste di Milano Cortina) e una di Criptovalute, la House of Doge statunitense, che già vanta importanti partecipazioni nello sport, in particolare con la Triestina Calcio (il rapporto, il mese scorso, ha peraltro portato a un coinvolgimento del club in un’inchiesta della Procura) e nel Sierre di hockey ghiaccio, squadra regina della seconda divisione svizzera. Membro del consiglio di amministrazione, general manager e capo allenatore è il 64enne canadese (dell’Ontario) Chris McSorley, fratello maggiore di Marty, ex stella Nhl: già ct dell’Inghilterra, una vita al Ginevra e poi anche al Lugano, potrebbe essere lui l’uomo forte della nuova squadra. La richiesta di iscrizione al campionato, inoltrata a inizio marzo, dovrà essere approvata in aprile-maggio dall’assemblea generale composta dai club. La prossima stagione partirà il 18 settembre, quindi le prime partite saranno disputate in trasferta. Da definire la composizione dello staff dirigenziale, dello staff tecnico e la rosa dei giocatori. Ma le priorità, sinora, sono state altre.

il giocatore

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La chiusura spetta a Fadani: “Per chi come me ha cominciato a giocare in questa città - ammette - la notizia di oggi vale tantissimo. Sin dal 2019, quando a Milano è stata assegnata l’Olimpiade 2026, ho sperato che ci potesse essere un futuro per l’hockey milanese e così ora è. Mii fa estremamente piacere e mi rende orgoglioso, perché con le prestazioni dell’Italia abbiamo contribuito a creare entusiasmo. Milano, nel tempo, ha dimostrato di avere grande passione e cultura per questo sport, sono sicuro che avremo un domani importante. Io, per ora, sono sotto contratto col Kloten. Ma chissà, in futuro…”.

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