Juan Cabral e Santiago Franco ripercorrono la sfida Argentina-Inghilterra che non fu solo una partita di calco
Emanuele Bigi
14 maggio - 09:39 - MILANO
Al Festival di Cannes la “Mano di Dio” di Diego Armando Maradona fa ancora parlare di sé. A quasi quarant'anni da Argentina-Inghilterra (2-1), quarti di finale del Mondiale 1986, il documentario The Match di Juan Cabral e Santiago Franco ripercorre una delle partite più iconiche della storia del calcio trasformandola in qualcosa di più grande di un semplice evento sportivo. Il film intreccia rivalità politica, memoria collettiva e mito calcistico attraverso immagini d'archivio e testimonianze dei giocatori di allora.
the match e i mondiali dell'86
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La sfida del 22 giugno 1986 in Messico non fu soltanto una partita. Sul campo dell’Azteca si incrociarono orgoglio nazionale, ferite ancora aperte dopo la guerra delle Falkland/Malvinas (persa dall’Argentina) e il peso di un antagonismo che andava avanti da secoli (tutto iniziò a metà Settecento). Gli argentini consideravano l’Inghilterra come il luogo dove è nato il calcio, ma anche come una potenza che aveva esercitato un’enorme influenza economica e politica sul loro territorio. Sul piano sportivo, la tensione esplose ai Mondiali del 1966. Nei quarti di finale giocati a Wembley, l'Argentina perse contro l’Inghilterra in una partita segnata dall’espulsione molto contestata del capitano Antonio Rattín (dopo quel caso furono inventati i cartellini giallo e rosso). Il match alimentò per anni il sentimento di ingiustizia nei confronti degli inglesi. Il conflitto raggiunse il punto più drammatico nel 1982 con la guerra delle Falkland. Le isole, controllate dal Regno Unito e rivendicate dall’Argentina, furono al centro di una breve, ma sanguinosa guerra che provocò centinaia di morti. In Argentina il trauma fu enorme: molti giovani soldati persero la vita.
argentina-inghilterra
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Quando Argentina e Inghilterra si ritrovarono di fronte ai Mondiali del 1986, il match assunse un significato che andava oltre il calcio. Il campo diventò il luogo simbolo di rivalsa. Per gli argentini rappresentava una sorta di rivincita dopo la guerra. In quel contesto nacquero due gol leggendari di Diego Maradona: la “Mano di Dios” e il “Gol del Secolo”, quest'ultima considerata una delle azioni più belle nella storia del calcio. Chi dimentica lo slalom di 60 metri tra cinque giocatori del Pibe de Oro? A guidare il racconto di The Match sono soprattutto Jorge Valdano e Gary Lineker (capocannoniere del Mondiale), due giocatori che accompagnano lo spettatore dentro il clima di quei giorni. Accanto a loro intervengono John Barnes, il portiere inglese Peter Shilton, Oscar Ruggeri, Jorge Burruchaga e Ricardo Giusti, chiamati a rivivere la partita davanti a un grande schermo. Il documentario allarga continuamente lo sguardo oltre il campo ripercorrendo le origini dello scontro tra Argentina e Inghilterra.
il documentario a cannes
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“Volevamo che il pubblico riflettesse sulle sue origini”, ha dichiarato Santiago Franco. “Abbiamo scavato nella storia dei due paesi”. “Burruchaga ha rischiato di andare in guerra. Il calcio gli ha salvato la vita - ha affermato Franco - molti ragazzi della sua età non hanno avuto la stessa fortuna”. The Match si sofferma anche su dettagli meno conosciuti ai più: dalle ossessioni superstiziose del ct argentino Carlos Bilardo ai piccoli episodi che contribuirono a trasformare quei 90 minuti in leggenda. Tra i momenti più curiosi c’è il ricordo di John Barnes, che ammette di essersi trovato quasi ipnotizzato da Maradona: “Nel primo tempo mi limitavo a guardare Diego. Non stavo giocando davvero”. The Match racconta una sfida senza precedenti, fuori e dentro il campo, e un pezzo di storia diventato memoria condivisa.


