SailGP: Australia domina dopo 5 tappe, Red Bull Italy rincorre il podio

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Dopo la tappa di Bermuda, in testa Bonds Flying Roos davanti a Spagna e Gran Bretagna. E cresce l’attesa per la sfida australiana all’America’s Cup 2027 guidata dal Slingsby

Maurizio Bertera

14 maggio - 10:23 - MILANO

SailGP, il massimo circuito della vela internazionale, è giunto più o meno a metà strada: cinque le tappe disputate sulle tredici previste, anche se facilmente – vista la situazione - le ultime due (Dubai e Abu Dhabi) non si correranno. Poi, il piccolo giro del mondo tra Australia, Sud America e Centro America è concluso: il 30 maggio si gareggia a New York e il 20 giugno, la carovana si sposterà ad Halifax per la tappa canadese. A quel punto con lo spostamento in Europa, non ci sarà margine di recupero per chi è dietro. 

la quinta tappa

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L’Apex Group Bermuda Sail Grand Prix ha visto in regata dieci barche su tredici: la brasiliana Mudabala, la svedese Artemis e la neozelandese Black Foils non si sono presentate, in quanto ancora in fase di riallestimento dopo incidenti di varia natura. Passi per l’equipaggio carioca, ma è una iattura per gli organizzatori che i team guidati da due skipper che saranno in prima fila nell’ America’s Cup (Outteridge per Emirates Team New Zealand e Burling per Luna Rossa) siano ai box. Ma lo spettacolo va avanti e ha negli australiani di Bonds Flying Roots i velisti più in forma: a Bermuda, hanno chiuso al primo posto le regate di flotta e si sono confermati nella finale a tre mettendo dietro gli spagnolo di Los Gallos, sempre in palla con Diego Botin, e i sorprendenti tedeschi di Germany by Deutsche Bank che hanno in Erik Heil, due volte bronzo olimpico nel 49er e laureato in medicina, il timoniere con una spalla validissima quale l’esperto transalpino Kevin Peponnet. 

qui italia

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Veniamo all’equipaggio italiano che continua ad alternare buone prestazioni ad altre che gli impediscono di essere nella zona alta della classifica. A Bermuda, Red Bull Italy è finita al settimo posto con un terzo posto, due quinti, un sesto, due settimi e un decimo. "Abbiamo passato giornate difficili con la rottura di alcuni sistemi prima della regata di apertura e problemi idraulici prima della regata conclusiva. Ci sono aspetti che dobbiamo rivedere e migliorare, ma guardiamo a New York con fiducia: sarà un altro evento, in una location diversa, dove è bellissimo navigare. Continuiamo a credere nel processo di crescita: a volte può essere frustrante, ma è l’unico modo per migliorare davvero" ha detto Phil Robertson, driver del Red Bull Italy. Detto questo, la posizione in classifica (ottavo) e la distanza in punti dal vertice (18 contro i 34 di Los Gallos, che ora è terzo) fa pensare che senza qualche grande prestazione anche quest’anno il podio sia precluso. Podio dove si è installato saldamente Bonds Flying Roots con 45 punti davanti ad Emirates GBR di Dylan Fletcher, in ripresa rispetto alla tappa precedente ma comunque solo quarto a Bermuda, con 35 e ai già citati spagnoli. 

la sfida

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Non sono messi male anche gli americani di US SailGP Team con 31. Il primato di Tom Slingsby fa capire che la sfida australiana all’America’s Cup, oltre a rendere felici gli organizzatori che qualche mese fa temevamo un mezzo flop per l’edizione dell’estate 2027 a Napoli, non è da sottovalutare. Lo skipper di Bonds Flying Roots dovrebbe essere il responsabile della campagna lanciata dal Royal Prince Edward Yacht Club, circolo con sede a Point Piper lungo la costa meridionale della baia di Sydney. Dietro c’è la famiglia Winning, con due John ("Woody" Winning e "Herman" Winning Jr) che è considerata un’icona nel mondo della vela e degli affari australiani. John Winning Jr. è l’amministratore delegato del Winning Group (e di Appliances Online) e un velista esperto che ha recentemente portato al primo posto l’imbarcazione Andoo Comanche, di 100 piedi, nella regata Sydney-Hobart del 2022. Sia il padre che il figlio sono inoltre da molti anni protagonisti della scena velica di 18 piedi a Sydney. Slingsby, dal canto suo, è stato oro nel laser a Londra 2012 e stratega su Oracle nel 2013, nella leggendaria vittoria del maxi catamarano Usa capace di rimontare da 1-8 a 9-8 Team New Zealand. Il suo braccio destro sarà la più talentuosa velista australiana, Tash Bryant. In ogni caso, dopo il ritorno degli americani, gli aussie alzano il tasso di storia già notevolissimo dell’America’s Cup: nel 1983, guidati da Alan Bond e lo skipper John Bertrand, con la mitica e discussa Australia II riuscirono nell’impresa di interrompere il dominio Usa, durato 132 anni. 

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