L'istanza di fallimento può far slittare la liquidazione volontaria e quindi l'esclusione dal campionato
Questa è la storia di un suicidio aziendale, con terribili conseguenze sportive e per la passione di una tifoseria. Una storia mai vista, nel pur vario e triste teatro di fallimenti ed esclusioni di società, soprattutto da una Lega Pro vittima di proprietà fragilissime, ma anche madre (come la Figc) di normative non efficaci e tutele non convincenti. È la storia della Ternana, già fallita nel 1993 e che ora sta per sparire di nuovo. Per sua scelta.
proprietà
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Tutto comincia da Stefano Bandecchi, vulcanico ex proprietario poi sindaco di Terni e presidente della Provincia. Una promozione in B, grandi promesse e sullo sfondo il progetto di una clinica legata allo stadio rimasto vivo attirando nuovi soci, dopo il suo (apparente) disimpegno. Dopo di lui sono arrivati Nicola Guida, poi Stefano D’Alessandro e l’anno scorso il ritorno in B è sfumato solo ai rigori a Pescara. In questa stagione è stata coinvolta la famiglia Rizzo, attratta (come da loro comunicato) dal progetto-clinica poi complicatosi. A quel punto - a loro dire - il gioco non valeva più la candela. Quindi, basta calcio. E basta Ternana.
finita
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Lunedì c’è stato l’annuncio di liquidazione volontaria, Gravina e Marani con i loro tecnici hanno provato a mediare per evitarla, oggi si saprà se hanno avuto successo. Un’istanza di fallimento arrivata in giornata (la prima di una lunga serie) potrebbe stopparla a favore di una più indolore (per il campionato) liquidazione giudiziaria. Con quella volontaria il Codice civile prevede l’immediata chiusura dell’attività: non è come nei casi dei fallimenti, in cui con l’esercizio provvisorio si può salvare il ramo d’azienda e continuare a giocare. No, così si chiude, anche se mancano solo due partite (più i playoff, ai quali la Ternana era quasi qualificata). E si riscriverebbe la classifica, come accadde il 28 novembre dopo il crac del Rimini. Allora però c’era più di metà stagione davanti e in parte la ferita è stata medicata, adesso si rischia di devastare tutta la competizione. Basti pensare alla bellissima volata per il primo posto, che vede Arezzo e Ascoli a pari punti: levando quelli fatti con la Ternana, l’Arezzo si ritroverebbe a +5, quindi con la promozione in tasca (ne basterà uno). In quel caso ci saranno conseguenze anche in zona playoff e per la salvezza, che vedrà una sola retrocessione e forse nessun playout. Insomma, un danno clamoroso. Oggi sapremo come finirà, se ne pagherà le conseguenze la sola Ternana oppure se sarà tutto il girone a essere stravolto. Il danno d’immagine a tutta la categoria resta, ma una volta per tutte dovrà capire che non può continuare a restare succube dei mal di pancia di qualche proprietà.



