Il ct predica equilibrio però è orientato a schierare una formazione molto offensiva nel match contro Mbappé e compagni
C'è sempre qualcuno più ricco di te, nel mondo. La Svezia si presenta a East Rutherford e si sente piccola. Se ha una certezza, in questo Mondiale, è che il suo attacco può darle una mano. In difesa balla e prende cinque gol dall’Olanda, però il ct Graham Potter è abituato a poter pensare di risolvere la partita con i tre davanti. Alexander Isak, il giocatore più caro della storia della Premier League: 150 milioni un’estate fa dal Newcastle al Liverpool. Viktor Gyokeres, 74 milioni dall’Arsenal dopo aver spaccato il mondo – o almeno il Portogallo – con lo Sporting. Anthony Elanga, 64 milioni per andare al Newcastle e uno dei cori migliori d’Europa sulla musica dance anni novanta: "Rhythm is a dancer, Anthony Elanga". In totale, quasi trecento milioni di euro. Potter quando può li manda in campo insieme, il problema è che per una volta dall’altra parte ne trova tre ancora più forti: Mbappé, Dembélé e Olise, più Doué in omaggio.
Il dilemma del ct
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Il dilemma, quindi, per Potter è il solito di chi incontra una squadra più forte della sua: vado con il mio stile a costo di prenderne tre o mi snaturo e provo a bloccare la partita? In conferenza stampa il commissario tecnico ha fatto un gran catenaccio: "È sempre una questione di equilibrio e bisogna tenerne conto. Ovviamente dobbiamo difenderci bene contro una squadra come la Francia, ma dobbiamo anche essere pericolosi in attacco. L’equilibrio è fondamentale". Cerchiobottismo con pallone. La Svezia avrebbe gli uomini per provare anche soluzioni alternative e nelle prime due partite lo ha fatto – se sia andata bene o male, è un altro discorso - ma Potter sembra intenzionato a tirare dritto con le tre punte, anche perché in caso contrario bisognerebbe decidere chi escludere. Forse Elanga, come nelle prime due partite? Non semplice, il suo Mondiale è stato ottimo. Forse Isak, che in stagione ha avuto problemi di infortunio? Ci vuole coraggio.
Lindelof forse smette
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Più facile metterli tutti e sperare che dietro, anche senza Hien infortunato, Lindelof guidi la resistenza. Ah, al capitano in conferenza hanno chiesto se questa, in caso di eliminazione, sarebbe l’ultima partita con la nazionale. "Ci sto pensando", ha risposto. Che catenaccio, gli svedesi.



