È successo a Parker, in Colorado. Dopo essere stato fermato da una volante della Polizia, l'uomo alla guida si è giustificato dando la colpa al sistema di guida autonoma installato sulla sua Tesla, rifiutando a più riprese e con veemenza l'addebito
Armando Bavaro
11 agosto - 17:48 - MILANO
La guida autonoma torna al centro del dibattito pubblico negli Stati Uniti, dopo che a Parker, in Colorado, un automobilista è stato fermato da una pattuglia della polizia locale per eccesso di velocità lo scorso 21 luglio. L'auto in questione, una Tesla Model Y rossa, stava infatti sfrecciando ad una velocità di 64 miglia orarie (circa 100 km/h) su un tratto di strada in cui il limite è di 45 miglia orarie (circa 70 km/h). Ciò che però ha reso virale una normale multa stradale è stata la reazione dell'uomo alla guida, ripresa dalla bodycam indossata dall'agente e diffusa sui social dal dipartimento di polizia della città solo questa settimana, il quale si è immediatamente giustificato dando la colpa al sistema di Autopilot installato sulla propria Tesla. Stando a quanto emerge dalle riprese, l'autista ha ostinatamente e a più riprese negato ogni responsabilità personale per l'eccesso di velocità contestatogli, ed ha consegnato la patente all'agente solo dopo le numerose richieste di quest'ultimo. Una volta comminata la sanzione, l'uomo si è adirato ancor di più e, dopo aver accusato l'agente di maleducazione, ha chiesto di parlare immediatamente con un superiore, affermando di avere un testimone e una registrazione in grado di confermare le sue dichiarazioni, anche in tribunale davanti ad un giudice. Irremovibile l'agente di polizia, che ha ribadito in maniera chiara come il responsabile del veicolo sia colui che siede al posto del guidatore, indipendentemente da tutti i sistemi di assistenza alla guida in funzione e di cui una determinata vettura è dotata.
guida autonoma sicura?
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L'episodio riaccende la discussione intorno alla guida autonoma e su quanto questa sia totalmente affidabile. Numerosi sono infatti gli interventi, anche governativi e legislativi, che puntano in direzione di una diffusione sempre maggiore di questa tecnologia, che si accompagna a tutta una serie di investimenti nel rendere più moderne le infrastrutture stradali. In questa prima fase di sperimentazione, la guida autonoma presenta ancora evidenti lacune, come testimonia anche l'episodio in questione, in cui il sistema Autopilot installato su Tesla non è stato in grado di rilevare il limite massimo di velocità. Il tentativo del conducente di discolparsi, però, è destinato a cadere nel vuoto: "Che il vostro veicolo sia dotato di cruise control adattivo, mantenimento della corsia o guida completamente autonoma, siete comunque legalmente responsabili della sua guida in sicurezza. Ciò include il rispetto dei limiti di velocità, l'attenzione alla strada e il mantenimento del controllo del proprio veicolo" ha dichiarato la polizia di Parker in un comunicato, sottolineando il principio che le persone al volante sono sempre e in ogni caso i responsabili dei propri veicoli, con la tecnologia che non diventa mai un sostituto legale degli automobilisti. Negli Stati Uniti, a partire da marzo 2019, Tesla ha dotato tutti i veicoli di nuova produzione del sistema Autopilot: si tratta di un sistema di assistenza alla guida di Livello 2 che consente l'attivazione della guida autonoma. L'Autopilot include al suo interno il Cruise Control adattivo, che modifica la velocità di crociera del veicolo a seconda delle condizioni del traffico circostante, e l'Autosteer, che prevede l'assistenza alla sterzata e il mantenimento della corsia. Nella descrizione del sistema, Tesla sottolinea come il l'attenzione del conducente deve essere sempre focalizzata sulla strada e sull'ambiente circostante, in modo tale da poter riprendere il controllo dell'auto in qualsiasi momento.



