"Oggi, la norma che regola le
attribuzioni della nostra commissione è molto ampia e chiara su
alcune funzioni, lo è meno sul potere di indicare il cambiamento
degli indicatori alle Federazioni. A mio avviso, sarebbe di
giovamento al sistema fare maggiore chiarezza su questo". Lo
afferma il presidente della Commissione Indipendente per la
verifica dell'equilibrio economico e finanziario delle società
sportive professionistiche, Massimiliano Atelli, intervenendo
alla trasmissione 'A Pranzo con Chiariello' su Radio CRC,
"Il nostro è un compito delicato - ha sottolineato Atelli -
ma è una bellissima sfida e una grande esperienza che stiamo
vivendo insieme ai colleghi. La legge ci impone di perseguire
due obiettivi: garantire il regolare svolgimento dei campionati,
ovvero fare in modo che tutte le squadre che iniziano il
campionato riescano anche a finirlo; e l'equa competizione
ovvero applicare regole uguali per tutti. Queste regole del
gioco non sono stabilite da noi. In base alla sacrosanta
autonomia dello sport, sono le Federazioni che determinano gli
indicatori attraverso i quali noi dobbiamo misurare lo stato di
salute delle loro società".
"Considerato che gli indicatori sono la sintesi di alcuni
aspetti della contabilità di un club - prosegue Atelli - la
questione di fondo oggi è capire se quelli attuali possano
restituirci davvero lo stato di salute di una società e
comprendano la verifica di tutti i comportamenti virtuosi e
quelli meno. L'indicatore deve essere costruito con raziocinio,
avendo ben chiaro quali siano tutti gli interessi a cui deve
assolvere dal medio a lungo periodo. Di fronte a questa
situazione, mi chiedo se la nostra Commissione possa avanzare
proposte per contribuire a migliorare cambiare questi
indicatori".
Intanto la Commissione inizia a muovere i primi passi anche
nel contesto internazionale: "Abbiamo in agenda un incontro con
rappresentanti della Uefa. E seguiamo molto attentamente quello
che sta accadendo in Inghilterra - conclude Atelli -, dove hanno
avuto per primi l'idea di passare ad un organo di controllo
pubblico e indipendente anche se poi lo hanno realizzato dopo di
noi. I nostri modelli sono gemelli, ci sono punti in comune di
un nuovo percorso che, spero, possa essere di esempio anche ad
altri Paesi".
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