Al via i Giochi Nazionali Estivi 2026: 3 mila atleti, 22 discipline e una squadra di volontari che trasforma la competizione in qualcosa di più grande
Simone Corbetta
21 maggio - 00:06 - MILANO
Iniziano ufficialmente, con la cerimonia d’apertura allo stadio Teghil di Lignano Sabbiadoro, i Giochi Nazionali Estivi 2026 di Special Olympics, in programma fino a domenica 24 maggio. Si disputeranno fra Lignano, Portogruaro e Bibione, coinvolgendo 3 mila atleti provenienti da tutta Italia accompagnati da 650 tecnici, migliaia di persone tra familiari, staff, personale medico e delegati. 22 le discipline sportive in gara: atletica, badminton, bowling, bocce, calcio, canottaggio, danza sportiva, equitazione, ginnastica artistica, ginnastica ritmica, golf, indoor rowing, judo, karate, nuoto, nuoto acque libere, pallacanestro, pallavolo, rugby, tennis, tennis tavolo e, come prova lo sport, orienteering.
i volontari
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Uno dei punti di forza di Special Olympics risiede, senza dubbio, nei volontari che ogni giorno aiutano nella gestione dell’evento e delle gare. Tra questi c’è Silvia, una volontaria di Coca-Cola alla seconda partecipazione dopo i Giochi Mondiali Invernali di Torino 2025:” È una bellissima esperienza. A Torino ho avuto la possibilità non solo di stare a fianco agli atleti, ma anche di premiarli e di celebrare i loro successi. Adesso sono qui ai Giochi Estivi, di nuovo al fianco degli atleti. È una possibilità che Coca-Cola ci dà in quanto non solo è socio fondatore di Special Olympics, ma proprio perché vuole far vivere fino a fondo tutto questo ai propri dipendenti”, racconta. “Essere qua, vivere una giornata totalmente diversa dalla nostra quotidianità e costruire veramente l’inclusione ti fa sentire parte di qualcosa”.
esperienze
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Non si finisce mai di imparare e il bagaglio che si porta a casa è veramente ampio: “Stare vicino a questi atleti ti dà una forza incredibile. Vedere l'impegno e la fatica che fanno ti carica enormemente e fa affrontare la quotidianità e i problemi di tutti i giorni con un piglio totalmente diverso”. Ogni atleta lascia un segno: “Ti restano tutti veramente impressi. Forse la caratteristica principale è che ciascuno di loro ti lascia il proprio volto, la propria espressione, la propria memoria per poterli, secondo me, ricordare giorno dopo giorno e prendere spunto veramente dalla forza che trasmettono”. Per Ciro è la quarta volta da volontario: “Sono quasi un veterano, ma ogni volta è un carico di emozioni nuove che ti porti dietro. Un’esperienza bellissima, un bagaglio inesauribile di sensazioni positive e la consapevolezza di realizzare proprio sul campo l’inclusione”.


