L’ufficialità del nuovo accordo tra il tecnico e i bianconeri in arrivo dopo il prossimo match
Il pianerottolo dove condividere riflessioni e programmi è virtuale perché Luciano Spalletti non andrà a vivere nel palazzo dove ha preso casa l’amministratore delegato bianconero Damien Comolli: era una battuta, una delle tante. Di vero c’è l’ostacolo Pisa - questa sera - da superare e, oltre il duello scivoloso con i toscani ultimi della classe, una firma attesa e, in gran parte, annunciata: l’ex ct azzurro, la prossima settimana, chiuderà il cerchio che lo vede pronto a rinnovare il contratto in scadenza a giugno con la Signora. Luciano Spalletti, e tutto ciò che gli ruota attorno, non è mai il racconto di qualcosa di banale e, così, non può esserlo il prolungamento di un accordo siglato lo scorso 30 ottobre per soli otto mesi. Perché l’appuntamento per la nuova stretta di mano non è mai stato legato alla classifica? Questione di empatia, armonia, voglia di continuità, il tutto con la benedizione dello Stadium e di chi lo frequenta.
Fiducia
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L’ostacolo Pisa deve essere affrontato così come sono stati affrontati tutti quelli dal sapore del dentro o fuori: distrarsi darebbe il senso di una pericolosissima retromarcia ora che comincia un poker di partite che può spingere la Juventus verso la prossima Champions, alla luce del coefficiente di difficoltà degli impegni bianconeri a confronto con quelli delle rivali per lo stesso traguardo finale. Spalletti guarda all’immediato futuro con il pieno di fiducia e lo fa per tre motivi: il recupero delle energie mentali, di quelle fisiche e di qualche infortunato illustre come Vlahovic, in squadra dal prossimo sabato a Udine. Al futuro meno immediato, l’ex ct azzurro pensa da un bel po’ e ogni volta che ci ha pensato, Torino è sempre stata la meta di un viaggio appena cominciato. "Del mio contratto - dice - abbiamo già parlato, in settimana, la prossima, ci incontreremo con la società. Non abbiamo la classifica che dovrebbe sempre avere un club come la Juventus, ma percepiamo la passione e la curiosità dei tifosi: allo stadio sono loro a spingerci. Si lavora per questo, per i risultati e per le emozioni: io non ho bisogno di sbandierare accordi...". Tradotto: alla Continassa sanno che la ripartenza, quella vera, può avere un significato più profondo se alla guida rimane un tecnico navigato, in sintonia con il gruppo e apprezzato dalla gente. Spalletti, dopo il Pisa, riaprirà il capitolo del mercato ("Discuteremo di programmi...") in uno scambio di opinioni, fino ad ora, senza strappi perché sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda. Sulla durata del rinnovo il punto di equilibrio potrebbe essere trovato in un biennale, ma sul tavolo c’è ancora l’opzione di un solo anno in più, una firma fino al giugno del 2027 che lascerebbe, stavolta sì, ai risultati il giudizio universale.
Calendario ok
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Il Pisa va sfidato con le antenne dritte: Udinese, Sassuolo e Genoa completeranno quel poker di gare non proprio da vertigini. Oltre il Pisa, c’è il nuovo faccia a faccia tra club e allenatore che scriverà la parola finale: si ricomincia da Lucio, si ricomincia senza far valere la clausola che permetterebbe ai bianconeri di prolungare di una stagione l’accordo senza l’obbligo di aprire la discussione, come avrebbe voluto fare il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis nella primavera del 2023. Niente mossa unilaterale, ci mancherebbe. Niente forzatura, nessuno alla Continassa ci ha mai pensato. E, allora? Un rinnovo tra parti che si stimano e che andranno, insieme, alla ricerca della felicità: prima, però, l’ostacolo Pisa, una torre da aggirare per non scivolare all’indietro. I punti di vista contano e valgono un rinnovo, ma i punti in classifica pesano e possono dare a quel rinnovo una dimensione diversa e più preziosa. A cominciare da questa sera.


