Intervento al menisco per l’argentino, al terzo infortunio della stagione: niente margini per il rinnovo. C'è l'idea Boca Juniors
Alessio D'Urso
7 marzo - 10:56 - MILANO
Ha rimesso la freccia, ma per fermarsi ai box. Ancora una volta. La Joya è finita, stavolta sì. Niente sorpassi, niente assist, niente recuperi in extremis. Solo lacrime amare per lo sconforto, come quelle versate a metà febbraio in allenamento dopo aver avvertito una nuova “scossa” al ginocchio sinistro infiammato. Il 32enne Paulo Dybala urla al cielo la sua rabbia per l’ennesimo infortunio che ne compromette la stagione in corso e, a questo punto, ne chiude virtualmente l’esperienza a Roma, a pochi mesi ormai dalla scadenza a giugno del contratto che non verrà rinnovato. Ieri l’argentino si è sottoposto a Villa Stuart ad un intervento in artroscopia chirurgica per il quale la sentenza è stata chiara: 45 giorni di recupero proprio in coincidenza con la fase clou del campionato e la volata Champions.
in salita
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Per l’argentino si tratta solo dell’ultimo infortunio da quando nel 2022 era sbarcato a Roma con le migliori intenzioni, acquistato dai Friedkin come colpo a sorpresa per José Mourinho e accolto con un bagno di folla al Colosseo Quadrato per la sua presentazione. Cinque infortuni importanti fino al 16 marzo dell’anno scorso, quando il trequartista riportò durante il match col Cagliari all’Olimpico una lesione al tendine semitendineo sinistro per cui fu costretto ad operarsi a Londra. Dopo un lungo recupero e gli allenamenti in estate, in questa stagione altri tre stop, l’ultimo dei quali riportato contro il Milan il 25 gennaio scorso. E dopo oltre un mese di lavoro personalizzato per l’infiammazione diagnosticata al ginocchio sinistro, ieri è servito un esame in artroscopia per capire il perché del dolore persistente. Nonostante tutti gli esami - risonanze ed ecografie – fossero stati fino a quel momento negativi.
sentenza
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E così a Villa Stuart il professor Pier Paolo Mariani ha individuato una piccola lesione parziale del menisco esterno che è stata subita regolarizzata con l’intervento. Ora Dybala dovrà seguire un percorso riabilitativo di circa 5 settimane più un’altra decina di giorni di riatletizzazione per uno stop totale di 45 giorni. L’appuntamento è fissato a questo punto per dopo Pasqua: saltate le gare contro il Genoa, il Como, il Lecce e l’Inter in campionato, oltre al doppio confronto contro il Bologna negli ottavi di Europa League, Paulo potrà rientrare ragionevolmente solo contro l’Atalanta all’Olimpico il 19 aprile, quando alla fine del campionato mancherà poco più di un mese.
disincanto
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Una storia d’amore con la Roma, quindi, che a questo punto sembra ormai ai titoli di coda. Sui social e e nelle trasmissioni in radio anche i tifosi più affezionati si sono arresi. "È stato bello, grazie di tutto. Ma è il momento di dirsi addio", ha scritto qualcuno sulle piattaforme. Considerate troppe, evidentemente, 14 partite già saltate in questa stagione anche per i sognatori giallorossi più incalliti, davanti a quella che appare sempre più come la fine di un’era in Italia di un giocatore di gran classe che, però, conti alla mano, guadagna troppo (8 milioni di euro a stagione, bonus compresi) per il rendimento che ha finora offerto a causa della sua fragilità e dei continui infortuni.
ritorno al boca
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Dopo la nascita della primogenita Gia (forte il desiderio della famiglia di crescerla in Argentina...) sembra quasi fisiologico, così, un ritorno in patria e un approdo a fine stagione al Boca Juniors in cui ritroverebbe l’amico ed ex giallorosso Leandro Paredes. E stavolta nessuno farà di certo “barricate” per impedirne l’addio, come accaduto un anno e mezzo fa quando saltò all’ultimo momento il trasferimento in Arabia Saudita. Con la società l’argomento rinnovo è stato solo sfiorato finora. Si era anche vociferato ad un certo punto di una possibile spalmatura dell’ingaggio per un potenziale prolungamento di due anni. Poi però il tema non è stato più affrontato nelle ultime settimane. E, benché si tratti del miglior giocatore nel suo ruolo in Serie A per talento e imprevedibilità (quando è al top), il club ha scelto di attendere gli eventi e guardare avanti. Scrutando l’orizzonte alla ricerca, chissà, di nuovi talenti.


