Spagna-Argentina, il festival dei due mondi: per la prima volta in finale i campioni di Europa e Sudamerica

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Non era mai accaduto accaduto che nell'atto finale della Coppa del Mondo si sfidassero i vincitori dell'Europeo e della Coppa America. De la Fuente punta sul palleggio raffinato, nella Seleccion di Scaloni giocano tutti per Leo

Finale mai vista Spagna-Argentina, finale dei due mondi: i campioni d’Europa contro i campioni del mondo (e del Sudamerica). Il massimo. La Finalissima che non s’è giocata. Francia-Argentina sembrava scritta, la Spagna ha ribaltato il destino con una partita magistrale che non può non preoccupare Scaloni: è meno decifrabile della Francia e tatticamente più evoluta. La Selección è infinita, è al quarto successo nel finale, ma avrebbe preferito non trovare un rivale così preparato, essendo arrivata all’ultimo atto proprio grazie all’organizzazione difensiva che ha approfittato di leggerezze degli avversari. 

senza centravanti

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La Spagna domina il pallone e controlla il flusso di gioco. Ha una tecnica collettiva inarrivabile per tutte le altre finaliste. Gioca di fatto senza centravanti ed è bravissima a compattarsi, molto corta ma non bassa, per poi scatenare i suoi attacchi di palleggio e possesso sempre verticale. De la Fuente schiera il 4-2-3-1, ma virtualmente siamo in presenza di un 4-6-0: non perché non ci siano punte, ma perché tutti sono attaccanti. La chiave di questo disegno tattico è Oyarzabal, "il centravanti invisibile": non uomo d’area, in tutte le foto tattiche è più arretrato di Olmo (il trequartista) e delle ali Yamal e Baena. Qui nasce la grandezza della Spagna. 

manovra

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Oyarzabal non dà riferimenti ai difensori, arriva dialogando con Olmo oppure muovendosi senza palla, e colpisce. Ha segnato 5 gol. Non sarà facile contro Romero-Lisandro, la coppia migliore con i due spagnoli Cubarsì-Laporte, ma molto più dura per interventi e atteggiamento. Restargli lontano potrebbe spiazzarli per infilarli con il movimentismo di Olmo e le entrate dalle fasce, dove il gioco spagnolo si fa più raffinato. A destra c’è Yamal, non al livello dell’Europeo, ma sempre una minaccia, come ha imparato Digne. Da dietro arriva Porro, una rivelazione per il contributo in attacco. A sinistra Baena fa quasi il mediano, lasciando spazio alle verticalizzazioni e agli incroci di Cucurella. Per Scaloni sarebbe stata meglio la Francia, ma anche per De la Fuente trovare spazi contro i francesi era più facile. 

 Lamine Yamal #19 of Spain celebrates scoring his team's first goal during the FIFA World Cup 2026 Group H match between Spain and Saudi Arabia at Atlanta Stadium on June 21, 2026 in Atlanta, Georgia.   Justin Setterfield/Getty Images/AFP (Photo by Justin Setterfield / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

blocchi

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Blocco basso dell’Argentina, blocco alto della Spagna, che si difende tenendo gli avversari lontani da Simon. L’Argentina è tutta impostata sulla difesa, con una doppia linea: oltre ai quattro dietro, Scaloni ha piazzato una mediana di quattro centrali di ruolo, con Paredes chiave centrale, e infatti nessuna squadra tocca tanti palloni, mentre la Spagna è la prima per possesso. Questa barriera viene rinforzata dal rientro di una punta, Lautaro o Alvarez, che si sacrifica per Messi, maglia 10 ma assolutamente centravanti. Scaloni ha meno individualità della Francia e, come nel 2022, ha disegnato una nazionale improntata al collettivismo, nella quale tutti lavorano per Messi. Il genio non ha la continuità di un tempo e ha un raggio d’azione limitato, ma senza di lui la Selección non sarebbe in finale. In tutti i gol c’è lui. Con questo Messi è quasi un 4-4-1-1. 

identità

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Due squadre dall’identità ben precisa. La Spagna s’è aggiustata in corsa, scegliendo Porro (per Llorente) e Olmo (per Pedri), ma non ha mai cambiato gioco, obbligando la Francia a snaturarsi. L’Argentina ha un’immagine definita ma, rispetto alla Spagna, ha sofferto nell’eliminazione diretta, risolvendo le partite con assalti finali, magari con tre punte e gol spesso da dietro: Enzo, Romero e Lautaro decisivi. Questo è il punto: la Spagna è sicura e consapevole della sua forza, l’Argentina attacca solo in emergenza e preferisce la risposta, ma quando assalta in massa mette paura. Sta sprecando qualcosa? Fondamentale sarà il centrocampo: difficile che gli argentini finiscano in inferiorità come i francesi, sarà una lotta tra il fioretto del palleggio di De la Fuente e le mazze argentine. Se Rodri dirigerà con il suo senso della posizione e Fabian potrà svolgere la regia in movimento, agli argentini toccherà inseguire. 

fuoriclasse

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Fuoriclasse Infine, Messi contro Yamal: come evitare il riferimento ai due fuoriclasse? Yamal resta il più accreditato alla successione, è ancora giovanissimo. Messi è unico, ma non fresco come all’inizio: più assist che gol. Se Yamal torna al massimo, sublimando il collettivo spagnolo, per l’Argentina sarà complicato.

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