Gli atleti-jet sfidano il ghiaccio a tutta velocità: Germania squadrone da battere ma occhio alla nostra Valentina Margaglio
Parente stretto dello slittino, lo skeleton ha un anno di nascita preciso: 1887, St.Moritz. Alcuni appassionati organizzano una gara di 1200 metri fino alla vicina Celerina, salendo sulla slitta a pancia in giù. Nel giro di qualche anno l'attrezzo viene via via "ripulito" da ogni appendice non necessaria fino a restare uno scheletro, skeleton in inglese, appunto. Nel 1923 a Parigi nasce la federazione internazionale e nel 1928, proprio a St. Moritz, lo skeleton debutta nel programma olimpico. Rientrato ai Giochi nel 1948 sempre nella località svizzera di nascita, lo skeleton ne esce subito dopo fino a tornare in pianta stabile nel 2002, quando ha debuttato anche la gara femminile. Si disputa sulla stessa pista di bob e slittino, con uno sviluppo compreso tra 1,2 e 1,6 km e una pendenza massima del 12%. Gli atleti sfiorano la pista con la faccia, protetta da un casco, data la dimensione ridotta della slitta, che ha un'altezza compresa tra 8 e 20 cm. Germania, Usa e Gran Bretagna sono le nazioni più medagliate nella storia olimpica della specialità, con i tedeschi che hanno vinto entrambi gli ori di Pechino (oro-argento nel maschile). Favoriti per Milano-Cortina sono i rispettivi campioni in carica, appunto i tedeschi Hannah Neise e Christopher Grotheer. Ai Giochi 2026 - con sede di gara a Cortina per lo skeleton - per la prima volta ci sarà anche la gara a squadre.
La partenza avviene in piedi, con uno spazio di rincorsa che dev'essere compreso tra i 25 e i 40 metri: quindi l'atleta assume la posizione a pancia in giù con la testa rivolta in avanti, e non ha mezzi meccanici per guidare la slitta, ma solo i movimenti del corpo. Ai piedi si indossano calzature chiodate, sia per la presa in rincorsa che per eventuali frenate in gara. La slitta, in metalli e fibre sintetiche, non può superare i 29/43 kg di peso (donne/uomini); il peso combinato di atleta e slitta non può sforare i limiti di 92/115 kg (donne/uomini). In gara si possono raggiungere velocità comprese tra i 130 e 140 km/h, mentre la parte finale della pista, dopo il traguardo, deve essere in salita per favorire il rallentamento e la fermata. Si disputano solo le gare in singolo, divise su quattro manche da effettuare in due giorni. Vince chi, al termine delle quattro prove, ottiene la somma inferiore dei tempi. La gara a squadre mista si disputa sommando i tempi di discesa dei due atleti, che disputano due manche ciascuno.
Le medaglie di Pechino 2022
Singolo maschile
- Oro Christopher Grotheer (Germania)
- Argento Axel Jungk (Germania)
- Bronzo Yan Wengang (Cina)
Singolo femminile
- Oro Hannah Neise (Germania)
- Argento Jaclyn Narracot (Australia)
- Bronzo Kimberley Bos (Olanda)
Risultati e medaglie italiane
L'Italia ha raccolto una sola medaglia olimpica nello skeleton, sebbene d'oro: fu Nino Bibbia, valtellinese, a diventare campione olimpico sulla pista svizzera di St. Moritz nel 1948. Per Milano Cortina, abbiamo qualche chance di medaglia soprattutto in campo femminile con Valentina Margaglio, ex velocista e prima italiana a vincere una medaglia iridata nello skeleton (Mondiali 2020, bronzo nella gara a squadre), in coppia con Mattia Gaspari, altro azzurro in gara nel 2026.
Il programma a Milano-Cortina 2026
In evidenza gli eventi da medaglia
Giovedì 12 febbraio
- Singolo maschile, manche 1 (9.30)
- Singolo maschile, manche 2 (11.08)
Venerdì 13 febbraio
- Singolo femminile, manche 1 (16)
- Singolo femminile, manche 2 (17.48)
- Singolo maschile, manche 3 (19.30)
- Singolo maschile, manche 4 (21.05)
Sabato 14 febbraio
- Singolo femminile, manche 3 (18)
- Singolo femminile, manche 4 (19.44)
Domenica 15 febbraio
- Gara a squadre mista (18)

