Sinner: 'Vincere qui è un sogno, per me contano i tornei'

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"È stata una settimana incredibile, ho giocato grandi partite e sono molto felice. Ho cercato di alzare il livello match dopo match e ci sono riuscito". Jannik Sinner è quello dei giorni migliori: con la terra rossa sotto i piedi l'azzurro del tennis a Montecarlo si è preso tutto, il suo primo titolo nel Masters del Principato e battendo Carlos Alcaraz anche la vetta della classifica.


    "Vincere qui significa tanto per me, è un sogno, come in Italia" ha detto, felice del traguardo raggiunto su una superficie finora non sua. Un percorso costruito giorno dopo giorno. "Ogni mattina mi sveglio e provo a migliorare come giocatore, qui abbiamo lavorato partita dopo partita cercando di capire quale fosse il miglior stile contro ogni avversario. Abbiamo cambiato piccoli dettagli ed è questo che fa la differenza". Sinner ammette anche una sorpresa positiva: "Sì, sono sorpreso in modo molto buono, mi serve ancora un po' di tempo per realizzare quello che è successo".
    La finale contro Alcaraz si è giocata su equilibri sottili, condizionata anche dal meteo. "È stato un match strano, c'era molto vento e la palla rimbalzava poco. Ho servito bene nei momenti importanti, soprattutto nel tie-break dove sono stato molto preciso. Nel secondo set è stato più altalenante per entrambi, eravamo un po' stanchi, ma è normale a fine torneo". E sulla rivalità con lo spagnolo: "Lui migliorerà ancora e io devo farmi trovare pronto. Siamo molto vicini, ma la cosa più importante restano i titoli e gli Slam".
    Poi lo sguardo si allarga al percorso recente e a quello che verrà. "Vincere Indian Wells e Miami non era facile, arrivare qui e preparare così il torneo giorno dopo giorno è stato fondamentale. Ho affrontato giocatori diversi, mettendomi alla prova sempre. Ho capito tante cose del mio gioco". E ancora: "Essere numero uno è bello, ma conta lavorare nel modo giusto. Ora qualche giorno di pausa, poi penseremo ai prossimi tornei".


    Accanto a lui, la soddisfazione del team. Simone Vagnozzi sottolinea il valore del lavoro fatto: "Siamo davvero felici, era uno degli obiettivi vincere un grande titolo sulla terra e non c'è modo migliore di iniziare". Decisivo anche l'adattamento alle condizioni: "Non era facile con il vento, ma ha giocato una partita molto solida, soprattutto dal punto di vista tattico".
    Il tecnico entra nei dettagli della transizione dalla superficie veloce alla terra: "Abbiamo iniziato martedì dopo due giorni di pausa, lavorando subito sui movimenti e sullo scivolamento, che è la differenza più grande. Poi abbiamo aggiunto più rotazioni, aperto gli angoli, inserito smorzate e variazioni. Tutto è cresciuto giorno dopo giorno e si è visto in partita". Un processo alimentato anche dalla fiducia: "Il lavoro fatto dopo Doha e i risultati in California gli hanno dato grande sicurezza. Per questi campioni la fiducia è fondamentale".
    Dall'altra parte della rete, Alcaraz riconosce i meriti dell'avversario: "Ho avuto tante opportunità che non ho sfruttato. Nel tie-break del primo set non ho giocato bene, mentre lui è stato incredibile quando contava. Non sono sorpreso, il suo livello su questa superficie sta migliorando molto anno dopo anno. Sta raggiungendo un livello che lo rende pericoloso per tutti. Ha il gioco per vincere ovunque". E sull'analisi tecnica della finale: "Ha vinto soprattutto da fondo campo, è stato migliore negli scambi. E nei momenti importanti ha servito molto bene, nel tie-break non ha praticamente sbagliato una prima". Infine, uno sguardo alla stagione sulla terra: "L'obiettivo è giocare tutto il calendario, ma dipenderà dal fisico. Voglio ascoltare il mio corpo e arrivare nelle migliori condizioni a Parigi".

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