Sinner, missione numero 1: subito al lavoro a Montecarlo per ritrovare feeling con la terra

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L'altoatesino in campo con Vagnozzi, Cahill tornerà per preparare Roma, ma l'obiettivo principale è Parigi

Federica Cocchi

Giornalista

2 aprile - 10:10 - MILANO

Nemmeno il tempo di disfare le valigie. Jannik Sinner dovrebbe tornare in campo già oggi per un primo allenamento leggero al Country Club di Montecarlo. Almeno questa volta, abitando a pochi chilometri dal club, non dovrà prendere aerei, stare in hotel e fare la classica vita da torneo. È anche questo il motivo per cui, salvo guai fisici negli allenamenti dei prossimi giorni, il numero 2 al mondo preferisce giocare il Masters 1000 monegasco nonostante arrivi da un mese intenso (e vincente) tra California e Florida. Saranno giorni di adattamento, in cui Sinner riprenderà confidenza con le scivolate e i rimbalzi del rosso, in cui metterà a punto la condizione atletica e tecnica, imboccando la strada che, tappa dopo tappa lo porterà a Parigi. È il piatto forte della sua stagione, come il Grande Slam di carriera, già raggiunto in Australia da Carlos Alcaraz.

senza Cahill

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Insieme a Jannik, per queste prime settimane di lavoro ci sarà soltanto Simone Vagnozzi, mentre Darren Cahill, che ha seguito il numero 2 al mondo per la trasferta americana, si prenderà un paio di settimane di riposo. Lo rivedremo accanto al suo pupillo poco prima degli Internazionali, per il rush finale direzione Parigi. Cahill tecnico, uomo d’ordine, motivatore, "secondo padre", come più di una volta lo ha definito Sinner. L’australiano si è convinto a rimanere ancora per una stagione in squadra, con l’obiettivo di completare la collezione degli Slam e rendere Jannik un giocatore ancora più completo. La coppia Vagnozzi-Cahill ha traghettato l’altoatesino dalla Top 10, dove lo aveva portato Riccardo Piatti, il primo mentore, al numero 1, alla vittoria degli Slam sul cemento e infine di Wimbledon, il torneo che cambia lo status di ogni giocatore. Ora serve completare l’opera, cancellando il ricordo doloroso del 2025, con la rimonta furiosa di Alcaraz dopo aver avuto match point. Per questo Sinner userà l’appuntamento di Montecarlo come allenamento in campo, nonostante sia consapevole che all’orizzonte c’è anche la possibilità di tornare numero uno al mondo. Bisognerà superare Carlos Alcaraz, al lavoro già da qualche giorno a Murcia e in arrivo domani a Montecarlo, giorno del sorteggio.

cambio

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Intanto, da oggi, comincerà a modificare il gioco per adattarsi alla terra, come aveva anticipato a Miami nella conferenza dopo la vittoria, a partire dal servizio, passato da grattacapo di gioventù ad arma letale: "Sulla terra non si può servire allo stesso modo, sempre piatto - ha detto l’azzurro -. È una superficie diversa, molto fisica e mentale, quindi dobbiamo procedere nella direzione giusta se vorremo avere successo lì". Sinner sa benissimo che servire sulla terra vuole dire sfruttare al meglio il kick, ovvero dare alla pallina un alto numero di rotazioni verso l’esterno affinché la risposta sia più complicata per l’avversario. Questo rende più difficoltosa la risposta, soprattutto perché sul rosso si ribatte più indietro rispetto alle altre superfici proprio a causa dell’alto rimbalzo. Il rosso non dona a tutti, e anche fisicamente, per gli scambi che inevitabilmente si allungano, è la superficie più impegnativa. La preparazione svolta da Jannik dopo Doha andava già in quella direzione, resistenza e potenza: "So quanto ho lavorato e quanto mi sono sacrificato per arrivare a questo punto". Fermarsi adesso non si può.

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