Visita di routine a Torino per il numero uno del mondo reduce dal trionfo ai Championships. Il monitoraggio conferma le buone condizioni in vista della stagione sul cemento Usa. Ora qualche giorno di vacanza
Una tappa veloce prima di concedersi qualche giorno di riposo. Jannik Sinner, di passaggio a Torino prima di partire per le vacanze – con la Sardegna che resta la destinazione più probabile, dove aveva già trascorso alcuni giorni prima di Wimbledon – si è fermato al J Medical per un controllo programmato dopo il trionfo ai Championships.
routine
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Nessun allarme, nessun nuovo problema fisico. Soltanto un check-up di routine per fare il punto della situazione dopo le due settimane londinesi, vissute ad altissima intensità e gestite con particolare attenzione anche sotto il profilo medico. L’obiettivo era verificare che tutte le strategie adottate durante il torneo abbiano prodotto gli effetti sperati e che il numero uno del mondo possa affrontare la seconda parte della stagione nelle migliori condizioni.
gli esiti
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A Wimbledon, infatti, oltre alle normali fatiche di uno Slam, Sinner e il suo staff hanno dovuto fare i conti anche con temperature decisamente elevate per gli standard inglesi. Un caldo insolito che ha imposto un monitoraggio costante dell’idratazione, del recupero e dei carichi di lavoro. Ogni dettaglio è stato curato per limitare lo stress fisico e preservare un atleta arrivato a Londra con alcuni punti interrogativi. La risposta del suo corpo è stata eccellente. Match dopo match, Sinner è cresciuto di condizione fino a conquistare il titolo, dimostrando una tenuta atletica e mentale di altissimo livello.
le certezze
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Il controllo effettuato al J Medical è servito proprio a certificare che non ci siano conseguenze nascoste dopo lo sforzo compiuto sull’erba londinese e che le precauzioni adottate durante il torneo abbiano funzionato come previsto. Ora è tempo di vacanze. Qualche giorno lontano dai campi per ricaricare energie fisiche e mentali. All’orizzonte c’è già la stagione sul cemento nordamericano, con i Masters 1000 e soprattutto lo Us Open, appuntamenti nei quali il campione altoatesino dovrà affrontare ancora un caldo asfissiante. La cura dei dettagli sarà un’arma in più.


