Scontro in Aula tra centrosinistra e vannacciani. Le scintille sono partite nella tarda serata di ieri, durante la discussione degli odg al piano casa, e sono proseguite in mattinata. "Nelle nostre case popolari, sui citofoni non abbiamo più Giuseppe, non abbiamo più Maria, non abbiamo più Francesco. Abbiamo Omar, Mohamed, abbiamo Abdul", l'affondo del deputato Rossano Sasso. Parole che hanno generato una viva protesta dai banchi di opposizioni e in particolare da parte della parlamentare dem Ouidad Bakkali che è stata richiamata all'ordine e poi ha scelto di abbandonare temporaneamente l'Aula.
"I filo-islamisti e gli amici dei musulmani sappiamo dove siedono", ha rincarato la dose il vannacciano. FnV ha "superato un limite", "il solo fatto di avere un nome straniero, di essere di una religione" basta per "essere marchiato. Questo richiama al '38, alle leggi razziali", l'accusa del Pd per voce di Federico Fornaro. Di una "violazione della dignità del Parlamento", ha parlato invece Bakkali. Le critiche a Futuro Nazionale sono state reiterate da molti altri esponenti delle opposizioni, con toni altrettanto duri. Per Marco Grimaldi di Avs "le uniche cose che dovrebbero remigrare sono le parole razziste, fasciste e naziste che dovrebbero tornare nelle fogne". "Interventi impregnati di nazifascismo, razzismo", "pieni di odio e violenza verso il diverso e lo straniero", ha rincarato Andrea Quartini del M5s. I vannacciani hanno rivendicato la loro battaglia e puntato il dito a loro volta contro il "tentativo di imbavagliarli".
"Noi chiediamo semplicemente di mettere nell'assegnazione delle case popolari prima gli italiani e molto dopo bengalesi, pachistani e marocchini. E questo non è razzismo, è un'opinione politica. Allo stesso modo - ha contrattaccato Sasso - potrei dire che loro sono razzisti contro gli italiani, se vogliono mettere sempre ai primi posti gli stranieri". Sul tema, le opposizioni hanno chiesto un intervento dell'ufficio di presidenza. Ma lo show sul piano casa - passato in Aula con 165 voti a favore - è andato avanti anche su altri temi. In serata un altro deputato di FnV, si è rivolto alla presidente di turno Anna Ascani chiamandola diverse volte "signor Presidente" e lei (dopo avergli chiesto invano di modificare la dicitura in "Signora Presidente" o solo "Presidente") gli ha risposto per le rime appellandolo "collega deputata Pozzolo". "Io ho semplicemente applicato una formula corretta, che l'accademia della Crusca prevede come corretta", ha precisato quest'ultimo. Dal centrodestra interviene solo l'azzurro Paolo Emilio Russo, che non lesina stoccate ai seguaci del generale: "Io non credo che al momento sia ipotizzabile un'alleanza. Vedremo - afferma -. Di sicuro, la mia storia personale e quella di FI sono incompatibili con chi allude a teorie razziste o utilizza concetti o linguaggi razzisti, che richiamano in qualche modo quelli del fascismo". FnV "fa il suo gioco, la maggioranza non dovrebbe inseguirli".
Una rincorsa, quella di parte del centrodestra ai vannacciani, che sarebbe già in atto secondo il Partito democratico. Durante la riunione dei capigruppo di Montecitorio, la Lega ha chiesto l'urgenza per la pdl sulla revoca della cittadinanza" in caso di reati gravi. "La paura di Vannacci sposta l'asse del governo sempre di più avvicinandolo alla peggiore destra europea", l'affondo della dem Chiara Braga. Nel frattempo, nell'ultimo sondaggio di Swg, sembra dare respiro alla Lega che torna a superare, sebbene solo di un soffio, FnV.
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