Resta in calendario in Aula alla Camera per il 26 giugno la discussione generale della legge elettorale. E' quanto ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. "E' l'ennesima forzatura", accusano le opposizioni con Chiara Braga al termine della riunione. Durante la riunione - secondo quanto è stato riferito al termine - il presidente della Camera Lorenzo Fontana, dopo la richiesta dei giorni scorsi da parte dei gruppi di opposizione di avere più tempo d'esame, aveva proposto di far slittare l'approdo in Aula al 29 giugno. Una proposta che ha visto però la contrarietà dei gruppi di centrosinistra che avrebbero voluto arrivare almeno all'inizio di luglio. A quel punto è rimasta la data inizialmente fissata del 26 giugno.
Intanto sono ripresi in commissione Affari Costituzionali alla Camera i lavori sulla legge elettorale. Bocciato un emendamento di Avs a firma di Filiberto Zaratti. In apertura di seduta le opposizioni hanno chiesto un ufficio di presidenza per confrontarsi sul timing in commissione alla luce della decisione della capigruppo di confermare l'approdo in Aula per venerdì 26. Il presidente Nazario Pagano ha comunicato che la riunione ci sarà alle 19.30. Fino ad allora si procederà con le votazioni che, ha detto, nelle sue intenzioni potrebbero proseguire fino a mezzanotte. Il vannacciano Edoardo Ziello si è dissociato dalla richiesta di ufficio di presidenza delle altre opposizioni e si è detto contento dell'approdo in Aula venerdì. "Sarebbe in questa chiave interessante concentrarsi - ha osservato - sui 3 o 4 emendamenti politici come quello sulle preferenze, l'alternanza di genere o la raccolta delle firme".
Schlein, profili di incostituzionalità e antipasto del premierato
Nella legge elettorale "ci sono degli aspetti che hanno chiari profili di incostituzionalità" come "un premio enorme che permetterebbe in Senato di arrivare da soli al quorum di garanzia". La legge "non prevede il voto per i fuorisede, contiene l'antipasto del premierato, mettendo l'obbligo dell'indicazione del premier alla presentazione del programma". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nella relazione alla direzione del partito in corso al Nazareno. "Solo un governo chiuso nel palazzo può pensare che la priorità sia la legge elettorale".
Avs, governo in apnea, noi non temiamo alcuna riforma
"La destra al governo è in apnea e vuole finire presto i lavori in commissione ma noi siamo sereni perché qualsiasi legge elettorale ci arrivi addosso non la temiamo, siamo molto più preoccupati dell'idea di democrazia che ha questa maggioranza". Così Marco Grimaldi (Avs) al termine della riunione dei capigruppo di Montecitorio. "Hanno rifiutato qualsiasi ipotesi di andare in Aula a inizio luglio e tutte le opposizioni hanno respinto" quella di "allungare il brodo di due giorni". "Immaginiamo - ha concluso - non ci sia nessuno che pensi ancora di far approvare questo testo al Senato entro la pausa estiva", per cui "si poteva permettere a noi di di fare ancora due settimane di lavori in commissione".
Boschi, maggioranza chiude dibattito per timore showdown su preferenze
"Abbiamo assistito in questi giorni a un continuo dichiarare da parte della maggioranza una disponibilità al dialogo ma sono solo dichiarazioni a favore di telecamera, perché poi stanno dimostrando esattamente il contrario: non c'è nessun interesse a confrontarsi davvero nel merito ma c'è l'interesse a correre in Aula il prima possibile". Lo ha detto la capogruppo Iv alla Camera, Maria Elena Boschi al termine della conferenza dei capigruppo di Montecitorio. "Non c'è stata nessuna disponibilità a rinviare a luglio - ha aggiunto - come hanno chiesto le opposizioni perché la maggioranza non vuole arrivare a votare in commissione sui nodi per loro cruciali, cioè le preferenze: arriverebbero allo showdown, alle divisioni in maggioranza, quindi il loro obiettivo è troncare i lavori in commissione senza affrontare quei nodi e portarci in aula senza una vera discussione nel merito della legge elettorale". "E' l'ennesima forzatura da parte della maggioranza che ci fa fare nottate in commissione, giornate intere non sui temi che davvero stanno a cuore ai cittadini come i costi dell'energia, i salari troppo bassi, le liste d'attesa in sanità, ma sulla legge elettorale che interessa soltanto a Giorgia Meloni per tutelare le proprie posizioni a Palazzo Chigi e il proprio potere, sperando che la riforma le faccia vincere le elezioni nonostante in generale Vannacci", ha concluso.
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3 ore fa
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