Sorprende la prima scelta di Maldini e Leonardo per la panchina azzurra. Perché invece non ripartire da Antonio?
Per qualche settimana l’Italia ha sognato Guardiola, ha sperato in Conte, ha parlato di Mancini. Avrà invece Pirlo, a meno di sorprese al momento difficili da immaginare. Lo hanno scelto come ct Maldini e Leonardo, nuove guide tecniche del calcio azzurro, e sì, ammettiamolo: rimaniamo un po’ così, tra lo stupito e il perplesso, di fronte all’indicazione che hanno dato al presidente Malagò. Per carità, non c’è niente contro Andrea: è stato un campione sublime, è una persona garbata. Abbiamo avuto ammirazione totale per quanto ci ha mostrato in campo, abbiamo ovviamente rispetto per quello che ha fatto e che ha provato a fare una volta smesso di giocare. Però...
cv da rivedere
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Però il suo percorso in panchina finora non è stato entusiasmante. Si è trovato subito in mano la Juve in un momento particolare, quando un ciclo stava finendo: per qualcuno ha avuto il merito di vincere comunque due coppe nazionali, per altri è stato il primo tecnico bianconero a fallire l’assalto allo scudetto dopo nove titoli di fila conquistati con Conte, Allegri, Sarri (per questo a Torino lo hanno mandato subito via). È stato esonerato in Turchia, dal Karagumruk, e poi anche dalla Samp; nell’ultima stagione è stato promosso dalla seconda alla prima serie del campionato degli Emirati Arabi. Sono belle questa sua voglia di mettersi in discussione, questa passione che lo spinge ad affrontare sfide improbabili; sono meno belli i risultati.
la scelta di maldini e leo
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A indicare Pirlo come il ct della ricostruzione sono stati - abbiamo detto - Maldini e Leonardo: hanno avuto il mandato di prendere le decisioni sul piano tecnico e hanno puntato su un uomo al quale sono entrambi legati dal punto di vista personale, ex compagno soprattutto di Paolo per dieci anni, ex calciatore di Leo nella stagione in cui ha allenato il Milan, adesso amico di entrambi. Maldini voleva portarlo sulla panchina rossonera, Leonardo su quella del Psg: ora stanno chiudendo il cerchio.
perché non conte?
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Continuiamo a pensare che l’allenatore ideale per guidare la Nazionale, una volta verificata l’impossibilità di arrivare a Guardiola, fosse Antonio Conte. Il quale ha alcune qualità che lo rendono perfetto per quell’incarico. Serve un allenatore che fa subito risultato? Lui ha vinto il campionato al primo anno con Juve, Chelsea e Napoli, e con l’Inter al secondo tentativo. Occorre uno che riesce a ottenere grandi cose da squadre che non sono eccezionali? Ripensiamo proprio alla Nazionale di Conte, eliminata da una grande Germania a un rigore dalla semifinale dell’Europeo 2016 dovendo puntare (con tutto il rispetto) su Zaza e Pellè, Eder e Parolo, Giaccherini e De Sciglio. C’è bisogno di creare entusiasmo dentro e attorno alla squadra azzurra? Chiedete ai componenti del gruppo di dieci anni fa quanto ne avesse portato Antonio con la sua applicazione maniacale e la sua voglia di vincere.
la lega vota antonio
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Non è un caso se la Lega Calcio, che sa bene quanto sia importante la rinascita della Nazionale per tutto il movimento, ha individuato e suggerito proprio Conte come commissario tecnico. Abbiamo celebrato l’arrivo di Maldini in Federcalcio come il primo grande risultato di Malagò nel nuovo ruolo di presidente. Ora è Paolo, assieme a Leonardo, ad assumersi la responsabilità della scelta del ct, come da accordi con il numero uno della Figc. Se Pirlo sarà, faremo tutti il tifo per lui. Ma tutti (o quasi) si sarebbero sentiti un po’ più sicuri con Conte in panchina.


