Individuati due sottotipi di Sclerosi multipla. La scoperta potrebbe portare in futuro a terapie più mirate. Lo studio, condotto dall'University College London (Ucl) e pubblicato sulla rivista Brain, ha analizzato, sfruttando l'intelligenza artificiale, i dati di esami del sangue e scansioni cerebrali di 634 pazienti partecipanti a due studi clinici.
In particolare è stata analizzata la proteina sNfL, un noto biomarcatore delle malattie del sistema nervoso inclusa la sclerosi multipla, insieme ai danni e agli altri cambiamenti in diverse aree del cervello emersi dalle risonanze. Il modello è stato in grado di suddividere i pazienti in sottotipi distinti. I pazienti classificati come "sNfL precoce" mostravano livelli elevati della proteina in una fase precoce, oltre a danni al corpo calloso, la struttura che collega gli emisferi sinistro e destro del cervello. Questo sottotipo sembra essere più aggressivo, con i pazienti che sviluppavano lesioni cerebrali più rapidamente di altri. Il secondo sottotipo, denominato sNfL tardiva, sembra progredire più lentamente. Per i pazienti di questo gruppo, i primi segni sono una riduzione della corteccia limbica e della materia grigia nelle profondità del cervello.
"Combinando i dati dei due esami - afferma Arman Eshaghi, neuroscienziato dell'Ucl - per la prima volta abbiamo individuato due chiari modelli biologici della sclerosi multipla. Questo aiuterà i medici a capire lo stadio della malattia e chi potrebbe aver bisogno di un monitoraggio più attento o di un trattamento mirato e precoce".
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18 ore fa
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